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"Il suono del disco che cade sul piatto è un sospiro veloce, che sa appena un po' di polvere. Quello del braccio che si stacca dalla forcella è un singhiozzo trattenuto, come uno schioccare di lingua, ma non umido, secco. Una lingua di plastica."
AUTORE: Carlo Lucarelli
TITOLO OPERA: Almost Blue
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1997
CATEGORIA: Bocca
"Dalla punta delle loro dita nascevano i tralci pieni di grappoli, e anche in testa avevano, per capelli, viticci, foglie e grappoli. ("Una storia vera I" pag. 259)"
AUTORE: Luciano
TITOLO OPERA: Racconti fantastici
EDITORE: Garzanti
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Mani
"Hanno una pancia che funge da borsa da viaggio e, siccome si può aprire e chiudere a piacere, ci ripongono tutto quello di cui hanno bisogno; all'interno non ci sono in vista gli intestini: è invece interamente foderata di una pelliccia folta e lanosa, e così i bambini piccoli, quando hanno freddo, ci si infilano dentro. ("Una storia vera I" pag. 275)"
AUTORE: Luciano
TITOLO OPERA: Racconti fantastici
EDITORE: Garzanti
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Peli
"Ma, in effetti, perché mettermi a parlare degli altri particolari quando delle donne la mia unica passione sono sempre stati il viso ed i capelli, che prima ammiro in pubblico e poi me li godo in privato. La ragione di questa mia debolezza sta, forse, nel fatto che questa importante parte del corpo, così in evidenza e così esposta, è la prima a colpirci; e poi, anche perché se le altre parti, gli abiti e i bei colori delle vesti fanno molto, per questa è solo la bellezza naturale che conta. Del resto un pò tutte le donne, quando vogliono farsi ammirare per la loro bellezza e per le grazie che hanno, si spogliano, buttano via i veli e, tutte compiute, mettono in mostra le loro nudità sapendo che è un dolce incarnato a far colpo più che l'oro di una veste. Ma se - dico per assurdo, e non voglia mai che succeda una cosa del genere - se a una donna, fosse anche la più bella, tu le tagliassi via i capelli, la privassi di quel naturale ornamento del viso, venisse pure dal cielo o sorgesse dal mare, figlia dell'onda, fosse pure Venere in persona circondata dalle sue Grazie e accompagnata da tutto lo stuolo dei suoi Amorini, ornata del suo cinto fragrante di profumi e stillante balsami, se si mostrasse calva non potrebbe piacere nemmeno al suo Vulcano. IX Vuoi mettere, invece, il fascino di una bella chioma quando fiammeggiava viva ai raggi del sole o, morbida, ne raccoglie la luce o, mutevole, appare nei suoi cangianti riflessi? O quando il fulgore dell'oro sfuma nel biondo del miele, o il nero corvino ha iridescenze azzurre come il collo delle colombe o, ancora, quando densa di balsami orientali e ravvivata dai denti sottili del pettine, raccolta a nodo dietro la nuca, si offre agli occhi dell'amante, come a uno specchio, porgendo di sé l'immagine più gradita. E vuoi mettere ancora quando, folta, fa da corona al capo oppure scende fluente, a onde, lungo le spalle? Insomma è così importante una bella chioma che, per quanto una donna si mostri adorna d'oro, di belle vesti, di gemme o di ogni altro ornamento, se non ha una particolare cura dei suoi capelli, non può mai dirsi elegante. Ma la mia Fotide era seducente per una certa qual negligenza, più che per l'accurata ricercatezza: infatti i suoi capelli folti scendevano mollemente sulla nuca e lungo il collo, fino a lambire l'orlo della veste; le estremità erano poi raccolte in un nodo al sommo del capo. (pag. 26, 27)"
AUTORE: Lucio Apuleio
TITOLO OPERA: L'asino d'oro
EDITORE: Garzanti
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Capelli
"Tralascio le schiere di amasi distinte per etnie e colore della pelle, badando che tutti ce l'abbiano ugualmente liscia, che la lunghezza della prima barbetta sul mento sia la medesima per tutti, come la stessa deve essere quella dei capelli, perché chi abbia la chioma diritta non sia confuso con quelli dalla testa ricciuta. (pag. 391) "
AUTORE: Seneca
TITOLO OPERA: Lettere morali a Lucilio
EDITORE: Oscar Mondadori
ANNO EDIZIONE: 2004
CATEGORIA: Capelli
"Le loro orecchie sono foglie di platano; solo gli Alborei le hanno di legno. ("Una storia vera I" pag. 275)"
AUTORE: Luciano
TITOLO OPERA: Racconti fantastici
EDITORE: Garzanti
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Orecchie
"Quand'ella ha in testa una ghirlanda d'erba, trae de la mente nostra ogn'altra donna; perché si mischia il crespo giallo e 'l verde sì bel, ch'Amor lì viene a stare a l'ombra. (versi 8-11) "
AUTORE: Dante Alighieri
TITOLO OPERA: Rime
EDITORE: Biblioteca Universale Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2004
CATEGORIA: Capelli
"E' considerato bello da quelle parti chi è calvo, completamente senza capelli: di chi è fornito di folte chiome, anzi, hanno addirittura ribrezzo. Sulle comete, al contrario, piacciono quelli con i capelli lunghi; c'era gente che era stata lassù e lo raccontava. ("Una storia vera I" pag. 275)"
AUTORE: Luciano
TITOLO OPERA: Racconti fantastici
EDITORE: Garzanti
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Capelli
"pallido, magro: un ciuffolo rossigno gli stava ritto su 'l capo sformato (canto novo, libro terzo versi 5-6) "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Versi d'amore
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Capelli
"E dicono che sia giunto uno straniero, mago incantatore, dalla terra di Lidia, fragrante nelle chiome di riccioli biondi, con le grazie brune - color vino - di Afrodite nei due occhi, il quale passa i giorni e le notti assieme alle ragazze, distendendo innanzi a loro iniziazioni di gioia. "
AUTORE: Giorgio Colli
TITOLO OPERA: La sapienza greca
EDITORE: Adelphi Edizioni
ANNO EDIZIONE: 1990
CATEGORIA: Capelli
"La morte, infatti, non è così indifferente come avere un numero di capelli pari o dispari (...) (pag. 278)"
AUTORE: Seneca
TITOLO OPERA: Lettere morali a Lucilio
EDITORE: Oscar Mondadori
ANNO EDIZIONE: 2004
CATEGORIA: Capelli
"Un atteggiamento simile lo seguono, come tu vedi, quelli che si strappano i peli della barba o li strappano qua e là, che si fanno il pelo e il contropelo sui bordi delle labbra, lasciando intonso tutto il resto, che indossano mantelli di un colore pazzesco, una toga trasparente, e non vogliono far nulla che passi inosservato sotto gli occhi della gente: li provocano e li attirano sulla propria persona, vogliono essere criticati pur di farsi guardare. (pag. 488) "
AUTORE: Seneca
TITOLO OPERA: Lettere morali a Lucilio
EDITORE: Oscar Mondadori
ANNO EDIZIONE: 2004
CATEGORIA: Peli
"Conosci quei signorini senza una piega fuori posto, con barba e capelli lucenti, tutti tirati a pomice: ebbene, da questi non sperare atti coraggiosi, alcunché di solido. (pag. 490) "
AUTORE: Seneca
TITOLO OPERA: Lettere morali a Lucilio
EDITORE: Oscar Mondadori
ANNO EDIZIONE: 2004
CATEGORIA: Peli
"Trasse il libro di tasca e lo diede alla madre; ma questa lo lasciò cadere con un grido d'orrore. - Che schifezza! È tutto lordo di bava! La madre era disperata di quella figlia zoppa e gobba, più brutta e più perversa di prima. E la condusse nelle sue stanze, affidandola alle cure di medici che s'adoprarono inutilmente per risanarla. "
AUTORE: Guido Gozzano
TITOLO OPERA: La Danza degli Gnomi e altre fiabe
EDITORE: Biblioteca Ideale Tascabile
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Saliva
"E il Reuccio rideva e i cortigiani ridevano con lui. Passò una vecchina dai capelli candidi, dal naso enorme e paonazzo e il Reuccio cominciò a berteggiarla: - Oh, comare Peperona! Oh, comare Peperona!... E come l'ebbe a tiro la colpì con un nocciolo sul naso. La vecchietta si grattò il naso dolente, si chinò tremante, raccolse, strinse il nocciolo tra il pollice e l'indice e lo rinviò all'erede al trono. Le grida sdegnate della Corte scagliarono cento guardie sulle tracce della strega Nasuta, ma quella aveva svoltato l'angolo della via, ed era scomparsa. Al tocco aspro del nocciolo il Reuccio Sansonetto vacillò, come preso da vertigini; poi cominciò a ridere, premendosi gli orecchi con le mani. ("Reuccio Gamberino") "
AUTORE: Guido Gozzano
TITOLO OPERA: La Danza degli Gnomi e altre fiabe
EDITORE: Biblioteca Ideale Tascabile
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Naso
"Correva, e ad ora ad or le snelle gambe le s'intricavan nella chioma bionda. Ben così la poledra di Tessaglia galoppa nella sua criniera falba che fino a terra la corsa le ingombra. Rapido il re Apollo più l'incalza, infiammato desio, per lei predare. All'alito del dio doventa fiamma la chioma della ninfa fluvïale. ("L'oleandro") "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Capelli
"Tutto è gia verde linfa, e sola è sangue la bocca che querelasi interrotta- mente. In pallide fibre il cor si sface ma il suo rossore è in sommo della bocca. ("L'oleandro") "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Bocca
"Ella non più risponde: è senza voce. Pur la gola sonora è fatta legno. Le palpebre son due tremule foglie; li occhi gocciole son d'umor silvestro; bruni margini inasprano le gote; delle tenui nari è appena il segno. Ma nell'ombra la bocca è ancora sangue, sola nel lauro la bocca di Dafne arde e al dio s'offre, virginal mistero. ("L'oleandro") "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Bocca
"O Notte, o Notte, invano tu nascondi nè tuoi capelli il dolce tuo nemico! Non sono i tuoi capelli sì profondi che non veggasi dai nostri occhi umani fiammeggiarvi per entro il tuo piacere. ("L'oleandro") "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Capelli
"Un uomo egli era, e pur sentii la pelle aggricciarmisi come a odor ferigno. Di capegli e di barba era rossigno come saggina, folte avea le ascelle; ("La morte del cervo") "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Peli
"Un fil di sangue gli colava giù pel viril petto, giù per il pelame cavallino il sudore. Come rame gli brillava la groppa or meno or più ("La morte del cervo") "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Peli
"I tuoi piè bianchi sono i miei trastulli nella gracile sabbia ove t'accosci, bianchi e piccoli come gli aliossi levigati dal gioco dei fanciulli. ("La corona di Glauco") "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Piedi
"Gorgo, più nuda sei nel lin seguace. La tua veste ti segue e non ti chiude. Fra l'ombelico e il depilato pube il ventre appare quasi onda che nasce. Ombra non è su le tue membra caste: dall'ínguine all'ascella albeggi immune. Polita come il ciòttolo del fiume sei, snella come l'ode che ti piacque. ("La corona di Glauco") "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Genitali
"Dal naso si soffiano un miele dall'odore acre, e quando compiono uno sforzo o fanno ginnastica, sudano latte dalla testa ai piedi, un latte da cui, con l'aggiunta di un po' di quel miele, ricavano del formaggio ("Una storia vera I" pag. 275)"
AUTORE: Luciano
TITOLO OPERA: Racconti fantastici
EDITORE: Garzanti
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Naso
"non ò tanti capelli in queste chiome quanti vorrei quel giorno attender anni. (versi 11-12)"
AUTORE: Francesco Petrarca
TITOLO OPERA: Canzoniere
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 2004
CATEGORIA: Capelli
"... era un giovane bello, ben proporzionato, dal linguaggio puro, fronte candida e guance rosee, ed un bel neo insediato sulla guancia, simile a uno scudo di ambra, come disse il poeta: "... uno snello garzone, per i cui capelli e la cui fronte gli uomini incedono nell'ombra e nella luce; Mai videro i tuoi occhi cosa più bella, fra tutte le altre cose che si vedono, Di un neo scuro su una rosea guancia, sotto una pupilla nera". ("storia di un pescatore e del demone" pag 42)"
AUTORE: Francesco Gabrieli (a cura di)
TITOLO OPERA: Le mille e una notte
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1972
CATEGORIA: Viso
"... L'effetto del vino, il colore e il sapore sono rispettivamente nelle sue pupille, nelle guance, e nella bocca. ("storia del visir Nur Ed-Din" pag. 118) "
AUTORE: Francesco Gabrieli (a cura di)
TITOLO OPERA: Le mille e una notte
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1972
CATEGORIA: Bocca
"questo che si avvicina non è Trasicle, il filosofo? Certo che è lui. La barba fluente, le sopracciglia inarcate, si avanza rimuginando qualcosa tra sé e sé, con lo sguardo severo, e con i capelli scarmigliati sulla fronte che sembra Borea in persona o Tritone, come li ha dipinti Zeusi. ("Timone ovvero il misantropo" pag. 245)"
AUTORE: Luciano
TITOLO OPERA: Racconti Fantastici
EDITORE: Garzanti
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Sopracciglia
"o colle brune o colle bianche chiome, seguirò l'ombra di quel dolce lauro per lo più ardente al sole et per la neve, fin che l'ultimo dì chiuda quest'occhi (versi 15-19)"
AUTORE: Francesco Petrarca
TITOLO OPERA: Canzoniere
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 2004
CATEGORIA: Capelli
"Anche a te, che ora sei bello, presto verranno bianchi i capelli, verranno le rughe a tracciare solchi d'aratro sul tuo corpo. Costruisci fin d'ora uno spirito saldo, fanne sostegno della bellezza: lo spirito soltanto rimane intatto fino al rogo estremo. (versi 117-120) "
AUTORE: Ovidio
TITOLO OPERA: L'arte di amare
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 1991
CATEGORIA: Corpo
"Ricordo d'avere scomposto, nell'ira, i capelli all'amata: quanti giorni mi tolse quello scatto d'ira! (versi 169-170) "
AUTORE: Ovidio
TITOLO OPERA: L'arte di amare
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 1991
CATEGORIA: Capelli
"Ma poi mi trovavo davanti una femmina dall'aria artefatta, anche se faceva il possibile per apparire semplice e disadorna; invece - mi risultava chiaro subito - i suoi capelli - che pure volevano sembrare liberi e sciolti - venivano lasciati cadere sulle spalle con una certa ricercatezza, e si avvolgeva nel mantello in modo piuttosto studiato; si valeva di questi trucchi per aumentare la sua grazia, era evidente - e sfruttava la sua finta naturalezza per accrescere il proprio fascino. Si intravvedeva anche una buona dose di cerone e di rossetto, e il modo di parlare era da prostituta; (...) (...) menati da quella non per il naso, ma per la barba (...) ("Il pescatore ovvero i redivivi" pag. 105) "
AUTORE: Luciano
TITOLO OPERA: Racconti fantastici
EDITORE: Garzanti
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Capelli
"Anche la barba a loro cresce più in alto del ginocchio e ai piedi non hanno unghie, ma un dito solo, tutti quanti. Appena sopra il fondo schiena hanno un cavolo di forma allungata, una specie di coda, sempre verde, che se uno casca di schiena, non si rompe. ("Una storia vera I" pag. 275)"
AUTORE: Luciano
TITOLO OPERA: Racconti fantastici
EDITORE: Garzanti
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Piedi
"Un uomo brizzolato aveva due amanti, una giovane, l'altra vecchia. Quella anziana, che si vergognava di avere una relazione con uno più giovane di lei, quando riceveva le sue visite gli strappava continuamente i capelli neri. La giovane, invece, cui non andava di avere come amante un vecchio, gli strappava quelli bianchi. E così accadde che l'uomo, pelato un po' dall'una e un po' dall'altra, si trovò calvo. ("L'uomo brizzolato e le sue amanti", pag. 59)"
AUTORE: Esopo
TITOLO OPERA: Favole
EDITORE: Oscar Mondadori
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Capelli
"Ma non aver l'idea di arricciare i capelli con il ferro o di sfregare con la scabra pomice le gambe. Queste cose dì che le facciano i fedeli della madre Cibale, che ineggiano alla dea ululando nei loro ritmi frigi. Agli uomini sta bene una bellezza trascurata: Teseo non s'era fatto i ricci con i ferri quando portò con sé la figlia di Minasse; Fedra amò Ippolito, e lui non era certo raffinato; Adone era fatto per le selve, eppur fu la fiamma della dea."
AUTORE: Ovidio
TITOLO OPERA: L'arte di amare
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 1991
CATEGORIA: Capelli
"Scegliete una sobria eleganza: il corpo si abbronzi al Campo Marzio; la toga dovrà cadere bene ed essere senza macchia."
AUTORE: Ovidio
TITOLO OPERA: L'arte di amare
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 1991
CATEGORIA: Corpo
"Nei calzari la linguetta sia morbida e i ganci senza ruggine; e il piede non nuoti sperduto in una scarpa sformata. (...) le unghie, che non siano troppo lunghe e siano ben pulite "
AUTORE: Ovidio
TITOLO OPERA: L'arte di amare
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 1991
CATEGORIA: Piedi
"Io di amici non ne ho. Per colpa mia. Perché non li capisco. Parlano di cose che non mi riguardano. Dicono lucido, opaco, luminoso, invisibile. Come in quella favola che mi raccontavano da bambino per farmi dormire, in cui c'era una principessa cosi bella e con una pelle cosi fine che sembrava trasparente. Ci ho messo tanto, tante notti sveglio a pensare, prima di capire che trasparente voleva dire che ci si poteva guardare dentro. Per me significava che le dita ci passavano attraverso. "
AUTORE: Carlo Lucarelli
TITOLO OPERA: Almost Blue
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1997
CATEGORIA: Corpo
"Ci sono anche colori che hanno una forma. Una cosa rotonda e grossa è sicuramente rossa. Ma le forme non mi interessano. Non le conosco. Per conoscerle bisogna toccarle e a me toccare non piace, non mi piace toccare la gente. E poi con le dita sento solo le cose che ho attorno, mentre con le orecchie, con quello che ho dentro la testa, posso arrivare lontano."
AUTORE: Carlo Lucarelli
TITOLO OPERA: Almost Blue
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1997
CATEGORIA: Orecchie
"Tutti i colori che iniziano con la b, invece, sono belli. Come il bianco o il biondo. O il blu, che è bellissimo. Ecco, ad esempio, per me una bella ragazza, per essere davvero bella, dovrebbe avere la pelle bianca e i capelli biondi. Ma se fosse veramente bella, allora avrebbe i capelli blu. "
AUTORE: Carlo Lucarelli
TITOLO OPERA: Almost Blue
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1997
CATEGORIA: Capelli
"Un asino si mise addosso la pelle di un leone e andava attorno seminando il terrore fra tutte le bestie. Vide una volpe e volle provarsi a far paura anche a lei. Ma quella, che per caso aveva già sentito la sua voce un'altra volta, gli disse: - Sta pur sicuro che, se non ti avessi ma sentito ragliare, avresti fatto paura anche a me. Così ci sono degli ignoranti che, grazie alle loro fastose apparenze, sembrerebbero persone importanti, se la smania di parlare non li tradisse. "
AUTORE: Lev Tolstoj
TITOLO OPERA: L'asino vestito dalla pelle di leone e la volpe
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"... senonché egli arrossisce ancora se fa qualcosa di male: è quanto mai opportuno alimentare questo senso di vergogna... (pag. 73) "
AUTORE: Seneca
TITOLO OPERA: Lettere morali a Lucilio
EDITORE: Oscar Mondadori
ANNO EDIZIONE: 2004
CATEGORIA: Viso
"Certe volte miliardi di piccolissimi ami da pesca mi agganciano la faccia da sotto la pelle e me la risucchiano fin dentro la gola. Partono da qualche punto, dietro la lingua e mi attraversano la testa come una cascata finissima di stelle filanti. Gli ami passano tra poro e poro e mi si piantano nella pelle e sono cosi sottili che quasi non pungono neanche. Quando succede, corro a specchiarmi da qualche parte perché mi piace vedere il mio volto che brilla di milioni e milioni di puntini luminosi, come microscopiche gocce d'argento. Ma poi gli ami cominciano a tirare e il naso e la bocca e tutta la faccia mi si accartocciano dentro, come un pugno che si chiude e trascina tutto con sé, occhi, naso, labbra, guance e capelli, tutto giú, in fondo alla gola."
AUTORE: Carlo Lucarelli
TITOLO OPERA: Almost Blue
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1997
CATEGORIA: Viso
"Certe volte c'è qualcosa che mi striscia sotto la pelle, come un animale, e corre veloce ma non so cos'è, perché sta sotto. Se mi tiro su le maniche in fretta faccio in tempo a vederlo, un rigonfiamento corto e sottile che mi solleva la pelle sulle braccia e sale verso la spalla, come per scappare via, e se mi tolgo la camicia me lo vedo scivolare sul petto e giú verso la pancia e su di nuovo, un mucchietto allungato che si alza, si abbassa e si rialza un po' piú avanti, rapidissimo. Quando succede sento un solletico insopportabile sotto la pelle, ma non posso farci niente. Solo una volta sono riuscito a farmi un taglio sul braccio e ho visto qualcosa che spuntava, come una virgolina verde che sembrava una coda e allora l'ho presa con la punta delle dita e ho cercato di tirarla fuori ma scivolava e sembrava che avesse le squame che facevano resistenza contro il bordo del taglio e mi faceva male e cosi l'ho lasciato andare e lui è tornato dentro. "
AUTORE: Carlo Lucarelli
TITOLO OPERA: Almost Blue
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1997
CATEGORIA: Braccia
"Rimetto il telefono sulla mensola, faccio scorrere tutte e due le mani sullo specchio e resto a guardarmi finché il vapore non mi cancella piano piano. L'animale che ho dentro mi corre veloce sotto la pelle. Mi gira attorno all'ombelico e mi fa gonfiare la pancia che si tende e sporge in fuori, poi sale su e mi scorre nella gola e sotto la pelle della faccia che si alza sugli zigomi e si arrotonda livida sotto gli occhi. Mi preme nella bocca, contro le labbra che sporgono arricciate e penso che se le aprissi forse lo vedrei, l'animale che ho dentro, lo vedrei riflesso nello specchio, ma ho paura e non lo faccio. Allora lo inghiotto, con un colpo secco, giù nella gola e aspiro aria umida di acqua e calda di vapore. "
AUTORE: Carlo Lucarelli
TITOLO OPERA: Almost Blue
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1997
CATEGORIA: Corpo
"Giovane donna sotto un verde lauro vidi più bianca et più fredda che neve non percossa dal sol molti et molt'anni (versi 1-4)"
AUTORE: Francesco Petrarca
TITOLO OPERA: Canzoniere
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 2004
CATEGORIA: Corpo
"Una volpe aveva avuto la coda mozzata da una tagliola e riteneva che, per la vergogna, la sua vita fosse intollerabile. Comprese perciò che bisognava mettere anche le altre volpi nella stessa situazione ..."
AUTORE: Esopo
TITOLO OPERA: Favole. La volpe senza coda
EDITORE: Oscar Mondadori
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Una volpe si introdusse nella casa di un attore e incominciò a frugare tra i suoi abiti di scena, passandoli in rassegna a uno a uno. Così trovò anche una maschera artisticamente modellata e, presala tra le zampe, esclamò: <<Oh, che magnifica testa! E pensare che non ha cervello!>>. La favola è per gli uomini che sono bellissimi fisicamente, ma d'intelletto corto."
AUTORE: Esopo
TITOLO OPERA: Favole. La volpe e la maschera
EDITORE: Oscar Mondadori
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Viso
"Vedo una moltitudine di donne; alcune si rammendavano la faccia, altre si ricostruivano di sana pianta, poiché né la loro statura grazie ai tacchi, né le ciglia grazie al bistro, né i capelli grazie alla tintura, né il corpo grazie ai vestiti, né le mani grazie alle creme, né il viso grazie ai cosmetici, né le labbra grazie al rossetto, erano gli stessi che erano nati con esse. E ne vidi alcune che popolavano la loro calvizie con capelli che erano loro soltanto perchè li avevano comprati. Ne vidi una che teneva in mano, nei flaconi di unguento e nei belletti, metà della sua faccia."
AUTORE: Quevedo
TITOLO OPERA: Sogni e discorsi
EDITORE: Garzanti
ANNO EDIZIONE: 1990
CATEGORIA: Viso
"Un uomo comprò un etiope, attribuendo il colore della sua pelle all'incuria del precedente padrone. Portatoselo a casa, sperimentò su di lui ogni genere di sapone e tentò di ripulirlo con tutte le abluzioni possibili. Non riuscì però a mutare il suo colore, anzi, in conseguenza di quegli sforzi, lo fece ammalare. La favola dimostra che le caratteristiche naturali si mantengono sempre come si presentano in origine."
AUTORE: Esopo
TITOLO OPERA: Favole. L'etiope
EDITORE: Oscar Mondadori
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"Morte fa impallidire e fremere, incurva il naso, le vene tira, enfia il collo, le carni spreme, giunture e nervi dilata e stira. Corpo femmineo, tu così tenero, così prezioso, liscio, soave, tale insulto dovrai attendere? Si, oppure vivo ai cieli andare. (XLI versi 321-328)"
AUTORE: Francois Villon
TITOLO OPERA: Opere
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 2000
CATEGORIA: Corpo
"E Bianca al giglio somigliante, regina dal canto di sirena, (versi 345-347)"
AUTORE: Francois Villon
TITOLO OPERA: Opere
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 2000
CATEGORIA: Corpo
"Similmente, il sovrano scozzese che mezzo volto, si va dicendo, qual di pietra ametista ebbe acceso dalla fronte giù fino al mento? (versi 365-367)"
AUTORE: Francois Villon
TITOLO OPERA: Opere
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 2000
CATEGORIA: Viso
"e si striscia, e l'arena aspra le brutta stranamente la pelle di figure; e così maculata ella a 'l lunare abbraccio si distende su lo strame de l'alghe, e resta immota, resupina; (Intermezzo di rime, studii di nudo, versi 7-11) "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Versi d'amore
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1995
CATEGORIA: Corpo
"Un colorito chiaro è brutto per un marinaio: dall'onda del mare dev'essere annerito e dai raggi del sole. E' brutto un colorito chiaro anche nel contadino, che sempre all'aperto rivolta la terra col vomere adunco e il pesante bidente. Tu che aspiri alla gloria della corona di Pallade, sarai brutto anche tu, se avrai la pelle chiara. Ma sia pallido ogni innamorato: questo è il colorito adatto, questo gli sta bene, questo nessuno può pensare che non abbia effetto. (versi 723-731)"
AUTORE: Ovidio
TITOLO OPERA: L'arte di amare
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 1991
CATEGORIA: Corpo
"Veniva avanti una bella dama e al passaggio si portava via gli occhi che la guardavano, lasciando i cuori pieni di desiderio. Con artificiosa noncuranza, nascondeva il viso a quelli che già l'avevan visto e lo scopriva a quelli che si erano distratti. A volte si mostrava con velo, altre volte a fronte scoperta. Ora, con l'oscillar della mantiglia concedeva un bagliore di viso, ora magnetizzava gli sguardi mostrando un solo occhio, ora nascosta a metà scopriva uno spicchio di guancia. I capelli, martirizzati, le inanellavano le tempie. Il viso era tutto neve, cocciniglia e rose, che sparse su labbra, collo e guance, fra di loro amichevolmente conversavano."
AUTORE: Quevedo
TITOLO OPERA: Sogni e discorsi
EDITORE: Garzanti
ANNO EDIZIONE: 1990
CATEGORIA: Viso
"ma una verità direttamente sulla pelle. Una verità sulla pelle, una pelle come verità: né l'aldilà della pelle cercato dal desiderio, né il suo sotto a cui mira la scienza, ma neppure il segreto spirituale di una carne svelata. Il nudo, per noi, non è né erotico, né anatomico, né autentico. Sta piuttosto al margine o al di qua di queste tre modalità. La verità sulla pelle è la verità che è vera solo nell'esporsi: offerta senza ritegno, senza rivelazione. Il nudo, infatti, rivela solo che non v'è nulla da rivelare, poiché esso è la rivelazione stessa, il rivelante e il rivelabile. Il nudo è quindi instabile ed effimero: appare sulla superficie sottile della pelle, solo per il breve istante del gesto che denuda. "
AUTORE: F. Ferrari, J. Nancy
TITOLO OPERA: La pelle delle immagini
EDITORE: Bollati Boringhieri
ANNO EDIZIONE: 2003
CATEGORIA: Corpo
"Dirò di più, se vuoi saperlo: Scipione non faceva il bagno nemmeno tutti i giorni. Infatti, come attestano quelli che ci hanno tramandato le antiche usanze della nostra città, ci si lavava ogni giorno le braccia e le gambe, che naturalmente avevano raccolto un pò di sporcizia durante il lavoro, però si faceva il bagno completo nei giorni di mercato. A questo punto qualcuno potrebbe dire :<< Ora capisco perchè erano così sozzi>>. Di che cosa credi che sapessero? Sapevano di vita militare, di fatica nei campi, di uomini tutti d'un pezzo. Da quando sono stati creati bagni così puliti, la gente è più sporca. (pag. 304)"
AUTORE: Seneca
TITOLO OPERA: Lettere morali a Lucilio
EDITORE: Oscar Mondadori
ANNO EDIZIONE: 2004
CATEGORIA: Corpo
"Poi, quando si cominciò a creare il cibo non per placare, ma per esasperare l'appetito e si inventarono mille condimenti per stimolare l'ingordigia, ciò che era alimento per stomaci che ne avevano effettivamente bisogno è diventato un pesante fardello per stomaci pieni. Di qui il pallore e tremiti di nervi impregnati di vino e un aspetto macilento più commiserevole per le indigestioni che non per la fame. Di qui i piedi malfermi di chi a malapena si regge e un atteggiamento sempre titubante quale si riscontra, appunto, nell'ubriachezza; di qui quell'umore che si spande sotto tutta la pelle e il gonfiore del ventre che malamente si abitua a contenere più di quanto poteva; di qui il travaso di una bile torbida e il degradare delle pigmentazioni del volto ... (pag. 388)"
AUTORE: Seneca
TITOLO OPERA: Lettere morali a Lucilio
EDITORE: Oscar Mondadori
ANNO EDIZIONE: 2004
CATEGORIA: Segni Particolari
"Quando un uomo o una donna ha qualche piaga alla testa, o al mento, il sacerdote esamini la piaga e, se vede che la piaga è profonda nella pelle ed ha il pelo giallo e sottile, il sacerdote dichiari impuro l'ammalato: è tigna, è la lebbra della testa, o del mento. (Levitico 13, 29-30) "
AUTORE:
TITOLO OPERA: La Sacra Bibbia
EDITORE: Edizioni Paoline
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Quando sulla pelle del corpo di un uomo o di una donna appariscono delle macchie bianche, diffuse, il sacerdote l'esamini e se vede sulla pelle del loro corpo delle macchie biancastre, è erpete germogliato nella pelle: colui è puro. Se a qualcuno cadono i capelli del capo, è un calvo: egli è puro. Se gli cadono i capelli sul davanti del capo, è calvo di fronte: egli è puro. Ma se nella parte calva del capo c'è una piaga bianca e rossastra, è la lebbra che germoglia nella parte calva. (Levitico 13, 38-42) "
AUTORE:
TITOLO OPERA: La Sacra Bibbia
EDITORE: Edizioni Paoline
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Il lebbroso, infetto di tal piaga, porti le vesti sdrucite, il capo scoperto, si veli il labbro superiore e vada gridando: <<Impuro, impuro!>>. Sia dichiarato impuro per tutto il tempo che avrà nel corpo una tal piaga. Egli è impuro: viva dunque segregato e la sua dimora sia fuori dal campo. (Levitico 13, 45-46) "
AUTORE:
TITOLO OPERA: La Sacra Bibbia
EDITORE: Edizioni Paoline
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Parlate ai figli d'Israele e dite loro: Chiunque soffra si scolo nella carne sarà impuro. La sua impurità consiste nel fatto del suo scolo: sia che la sua carne lo lasci uscire, sia che lo trattenga, vi è impurità. (Levitico 15, 2-3) "
AUTORE:
TITOLO OPERA: La Sacra Bibbia
EDITORE: Edizioni Paoline
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Se poi la sua lebbra si propaga per la pelle e ricopre da capo a piedi tutta la cute di colui che ne è colpito, nelle parti che il sacerdote può esaminare coi propri occhi, allora il sacerdote, vedendo che la lebbra ha ricoperto tutta la persona, dichiari puro il lebbroso: tutto quanto è diventato bianco, perciò egli è puro. Ma il giorno in cui apparirà su di lui un'ulcera, sarà impuro. (Levitico 13, 12-14) "
AUTORE:
TITOLO OPERA: La Sacra Bibbia
EDITORE: Edizioni Paoline
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"<<Quando una persona avrà sulla pelle del suo corpo un tumore, o una pustola, o qualche macchia lucida, che presenti i sintomi d'una piaga di lebbra, sia condotta al sacerdote Aronne, o ad uno dei sacerdoti suoi figli. Il sacerdote esaminerà la piaga sulla pelle del corpo; se il pelo nella parte infetta è diventato bianco, e la piaga apparisce più profonda della pelle del corpo, è piaga di lebbra: perciò il sacerdote, dopo averlo esaminato, lo dichiarerà impuro. Se invece la macchia lucida sulla pelle del corpo è bianca, ma non apparisce più profonda che il resto della pelle, e il pelo non è divenuto bianco, il sacerdote isolerà il malato per sette giorni. Il settimo giorno il sacerdote lo esaminerà: se vedrà che la piaga s'è arrestata senza allargarsi nella pelle, lo farà stare isolato per altri sette giorni ancora. Il settimo giorno il sacerdote lo esaminerà di nuovo: se vedrà che la piaga non è più lucida e non si è allargata nella pelle, il sacerdote lo dichiarerà pure, perché si tratta di una pustola; ma lavi le sue vesti e sarà puro. Se invece quella pustola, anche dopo che il sacerdote avrà esaminato quel tale dichiarandolo puro, andrà allargandosi sulla pelle, si presenterà di nuovo al sacerdote. Egli dopo averlo esaminato e visto che la pustola si è allargata, lo dichiarerà impuro, perché si tratta di lebbra>>. (Levitico 13, 2-8)"
AUTORE:
TITOLO OPERA: La Sacra Bibbia
EDITORE: Edizioni Paoline
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Sesta piaga: le ulceri. Ma il Signore disse a Mosè e ad Aronne: <<Prendete della cenere di fornace a manciate e Mosè la sparga verso il cielo, alla presenza del Faraone. Essa diventerà polvere finissima che coprirà tutto l'Egitto, e sugli uomini e sugli animali di tutto l'Egitto produrrà delle ulceri che si trasformeranno in pustole>>. (Esodo 9, 8-10) "
AUTORE:
TITOLO OPERA: La Sacra Bibbia
EDITORE: Edizioni Paoline
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Perché mi fai soffrire? Non mi hai tu forse, qual latte, fatto colare e come latte rappreso, fatto coagulare? Di pelle e di carne tu mi hai rivestito, e con ossa e tendini tu mi hai tessuto. (Giobbe 10, 10-11)"
AUTORE:
TITOLO OPERA: La Sacra Bibbia
EDITORE: Edizioni Paoline
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"Tremava tutto, ed avea molle il pelo (canto primo)"
AUTORE: Giacomo Leopardi
TITOLO OPERA: La guerra dei topi e delle rane
EDITORE: Sansoni
ANNO EDIZIONE: 1969
CATEGORIA: Peli
"Venner certi animali orrendi e strani con otto piè, due capi e bocca dura; gli occhi nel petto avean, fibre per mani; le spalle risplendenti per natura, obliquo camminare, e largo dosso; le lor branche e la pelle eran sol osso. (canto quarto)"
AUTORE: Giacomo Leopardi
TITOLO OPERA: La guerra dei topi e delle rane
EDITORE: Sansoni
ANNO EDIZIONE: 1969
CATEGORIA: Segni Particolari
""Il giorno" disse pianamente Erigone verso la luce "non potrà morire. Mai la sua faccia parve tanto pura, non ebbe mai tanta soavità". "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, L'Oleandro
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Viso
"L'udii come s'io fossi ancor sommerso e la sua voce avesse umido velo. Ma reclinai la gota, e d'improvviso tiepida come sangue dalla conca dell'udito sgorgò l'acqua marina. "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, L'Oleandro
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Orecchie
"Era la donna giovinetta alzata, mutevole onda con un viso d'oro, tra gli oleandri; ed il reciso ramo per la capellatura umida effusa, che fingevale intorno al chiaro viso l'avvolgimento dell'antica fonte, intrecciava le rose al regio alloro. Disse Aretusa: "Bene io te 'l dirò" mutevole onda con un viso d'oro. "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, L'Oleandro
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Viso
"Il dio la chiama: "Dafne, Dafne!" Ed osa ella aprir gli occhi: la rutila faccia vede da presso e la bocca bramosa mentre il dio con le due braccia l'allaccia. Rapita dalla forza luminosa gitta ella un grido che per la selvaggia sponda ultimo risuona, e l'ode il padre. Avido il dio districa la soave nudità dalla chioma che la fascia. Bianca midolla in cortice lucente, in folti pampini uva delicata! Tenera e nuda il dio la piega, e sente ch'ella resiste come se combatta. Tenera cede il seno; ma dal ventre in giuso, quasi fosse radicata, ella sta rigida ed immota in terra."
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, L'Oleandro
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"Subitamente Dafne s'impaura: le copre il volto e il seno un pallor verde."
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, L'Oleandro
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Nell'umidore del selvaggio suolo i piedi farsi radiche contorte ella sente e da lor sorgere un tronco che le gambe su fino alle cosce include e della pelle scorza fa e dov'è il fiore di verginità un nodo inviolabile compone. "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, L'Oleandro
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Genitali
"E tendegli le mani, che son fogliute; e il verde sale; e già le braccia sino ai cubiti son rami; e il verde e il bruno salgon per la pelle; e su per l'imbelico alle mammelle già il duro tronco arriva; e i lai son vani. "Aita, aita! Il cuore mi si serra. Vedi atra scorza che il petto m'opprime! "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, L'Oleandro
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"In durissimo tronco e in fronda cupa la dolce carne tua or s'è conversa. La tua bocca vermiglia s'è distrutta, che pareva di fiamma ardere eterna. Come leggieri i piedi tuoi su l'erba, or radicati nella negra terra! "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, L'Oleandro
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
""Il Giorno" disse "non potrà morire. Il suo sangue non tinge il bianco mare. Mai la sua faccia parve tanto pura, non ebbe mai tanta soavità. "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, L'Oleandro
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Viso
"ma pél diverso da quel delle gote sotto il ventre parea che gli cominciasse, bestial pelo, e che le parti basse fossero enormi, cosce gambe piote, come di mostro, tanto era il volume dell'acqua che movea il natatore se ben tenesse ambe le braccia fuore con tutto il busto eretto in su le spume. "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, La morte del cervo
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Il Centauro! Di manto sagginato era, ma nella groppa rabicano e nella coda, di due piè balzàno, l'equine schiene e le virili arcato. Ritondo il capo avea, tutto di ricci folto come la vite di racimoli; e l'inclinava a mordicare i cimoli dei ramicelli, i teneri viticci con la gran bocca usa alla vettovaglia sanguinolenta, a tritar gli ossi, a bere d'un fiato il vin fumoso nel cratère ampio, sopra le mense di Tessaglia."
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, La morte del cervo
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"io vedea con angoscia il capo alzarsi di mia specie, agitare i ricci sparsi quel vento d'ira sul mio capo istesso. "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, La morte del cervo
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Capelli
"Quivi in segreto sono i miei lavacri dove il mio corpo ignudo s'insapora e di rosarii e di pomarii odora e si colora come i marmi sacri. Io son flava, dal pollice del piede alla cervice. Inganno l'ape artefice. Porto negli occhi mie le arene lidie."
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, La corona di Glauco
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"Ti do due labbra fresche per un pugno di verdi fave, e il piccolo cuore amico!"
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, La corona di Glauco
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Bocca
"Ma non mi trema il mio labbro fasciato."
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, La corona di Glauco
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Bocca
"Vivono nell'orror sacro i mie capegli"
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, La corona di Glauco
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Capelli
"piove su i nostri volti silvani, ... "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, La pioggia nel pineto
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Viso
"e il tuo volto ebro è molle di pioggia come una foglia, "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, La pioggia nel pineto
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Viso
"e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, ... "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, La pioggia nel pineto
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Capelli
"E io li amo per quello che sono. Con tutte le loro porcherie e i loro vizi. Amo la loro voce, le loro mani calde che prendono, e la loro pelle, la più nuda di tutte le pelli, e il loro sguardo inquieto, e la lotta disperata che portano a uno a uno contro la morte e l'angoscia. "
AUTORE: Jean-Paul Sartre
TITOLO OPERA: Morti senza tomba, Le mani sporche
EDITORE: Oscar Mondadori
ANNO EDIZIONE: 1990
CATEGORIA: Corpo
"Ma una pallida donna tutta sola, baciando il giorno i suoi capelli scialbi, vagava sotto il lume dei lampioni. labbra di fianuna e il cuore fatto pietra. "
AUTORE: Oscar Wilde
TITOLO OPERA: Impression du matin
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"Un atomo di polve. Ecco sen ugne la panciuta matrona intorno al labbro le calugini adulte: ecco sen ugne le nari delicate e un pò di guancia la sposa giovinetta. "
AUTORE: Giuseppe Parini
TITOLO OPERA: Il giorno, Le odi, Dialogo sopra la nobiltà
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Viso
"Si guardò, si palpò, era ritornato come alla vigilia delle nozze, con la sua alta statura diciottenne e i piccoli nascenti baffettini biondi. "
AUTORE: Giudo Gozzano
TITOLO OPERA: Il Reuccio Gamberino
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Peli
"è la prua che sprofonda per quel peso di un corpo di donna, ravvolto di bianco. "
AUTORE: Cesare Pavese
TITOLO OPERA: Tradimento
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"La mia pelle è annerita di sole e scoperta. La compagna che è bionda, poggiando le mani alle mie per saltare sul greto, mi ha fatto sentire, con la fragilità delle dita, il profumo del suo corpo nascosto. Altre volte il profumo era l'acqua seccata sul legno e il sudore nel sole. "
AUTORE: Cesare Pavese
TITOLO OPERA: Tradimento
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"Nel nudo si mostra, di volta in volta, che un soggetto nel senso stretto di sub-jectum non ha nulla sotto di sé, non nasconde più nulla. Il soggetto riposa su se stesso e il <<sé>> è la sua pelle, lo spessore sottile della pelle e del suo incarnato. La pittura quando si colora di <<carne>> o la fotografia quando prende <<corpo>> mostrano la trasparenza che costituisce la pelle: un'apparizione che non fa apparire nulla, una luminosità che rischiara solo se stessa, un tocco diafano che non lascia intuire nient'altro che il suo toccare."
AUTORE: F. Ferrari, J. Nancy
TITOLO OPERA: La pelle delle immagini
EDITORE: Bollati Boringhieri
ANNO EDIZIONE: 2003
CATEGORIA: Corpo
"I nudi dei pittori e dei fotografi espongono questa spoliazione e questa sospensione sull'orlo di un senso sempre sul punto di nascere, sempre in fuga, a fior di pelle, a fior d'immagine."
AUTORE: F. Ferrari, J. Nancy
TITOLO OPERA: La pelle delle immagini
EDITORE: Bollati Boringhieri
ANNO EDIZIONE: 2003
CATEGORIA: Corpo
"Passò molti mesi nell'isola, mantenendosi di frutti. Un giorno, vagando sulla riva del mare, scoperse un albero dai pomi enormi e vermigli. Ne mangiò uno e lo trovò squisito. Ma sentì tosto per tutto il corpo un prurito inquietante. Si guardò le mani, le braccia, si specchiò ad una fonte e si vide coperto di squame verdi. - Oh! Povero me! Cos'è questo? E si palpava la pelle squammosa come quella d'un serpente. Cassandrino fu tentato da altri pomi gialli che crescevano sopra un albero vicino. Ed ecco un nuovo prurito, e le squamme verdi sparire a poco a poco e la pelle ritornargli bianca per tutta le persona. Allora prese ad alternare le due specie di frutti e si divertiva a vedersi imbiancare e rinverdire. "
AUTORE: Guido Gozzano
TITOLO OPERA: I tre talismani
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Allora si pubblicò un bando: chiunque facesse scomparire la pelle verde alla famiglia reale otteneva la mano della principessa o, se ammogliato, la metà del regno."
AUTORE: Guido Gozzano
TITOLO OPERA: I tre talismani
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"Piove su le tue ciglia nere sìche par tu pianga ma di piacere; non bianca ma quasi fatta virente, par da scorza tu esca. ... Tra le pàlpebre gli occhi son come polle tra l'erbe, i denti negli alvèoli con come mandorle acerbe. "
AUTORE: Gabriele d'Annunzio
TITOLO OPERA: Alcyone, La pioggia nel pineto
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Viso
"Cassandrino fece denudare il Re fino alla cintola; poi trasse da una cesta un fascio d'ortiche e con le mani inguantate cominciò a flagellare le spalle reali. - Basta! Basta! - urlava il Re. - Non ancora, Maestà. Poi passò alla Regina e ripeté sulle spalle di lei la stessa funzione. Quando i due Sovrani furono deposti sul letto, semivivi, Cassandrino porse loro i frutti delle isole lontane. Ed ecco i volti imbiancarsi a poco a poco, le squamme diradarsi, svanire del tutto. "
AUTORE: Guido Gozzano
TITOLO OPERA: I tre talismani
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Ed ecco apparire fra gli alberi il crocevia spazioso, illuminato dalla luna piena. E gli gnomi danzavano in mezzo alla strada. Serena li osservò fra i tronchi, trattenendo il respiro. Erano gobbi e sciancati come vecchietti, piccoli come fanciulli, avevano barbe lunghe e rossigne, giubbini buffi, rossi e verdi, e cappucci fantastici. "
AUTORE: Guido Gozzano
TITOLO OPERA: La danza degli gnomi
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Ma non era ammattito. I più famosi medici del regno constatarono veramente che il Reuccio Sansonetto ringiovaniva. Era una malattia nuova e inesplicabile, contro la quale la scienza non aveva rimedio. Il Reuccio ringiovaniva. Compì diciassette, poi i sedici, poi i quindici anni. Prese a decrescere di giorno in giorno, scomparvero i piccoli nascenti baffetti biondi. Il suo volto riacquistava un aspetto sempre più fanciullesco. "
AUTORE: Guido Gozzano
TITOLO OPERA: Il Reuccio Gamberino
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"Caro Vicari, (...) Gioco sulla pelle propria, è bene insistere sulla relazione di questi due termini: gioco, in quanto non va mai dimenticato l'aspetto ludico che incrina e dissolve la gravità sempre ideologica che tende a cristallizzarsi attorno ai discorsi letterari; e pelle propria, in quanto la letteratura si dovrebbe differenziare dalle altre operazioni mentali e sperimentazioni pratiche che tendono invece a farsi sulla pelle altrui. "
AUTORE: Italo Calvino
TITOLO OPERA: La macchina spasmodica
EDITORE: The Edinburgh Journal of Gadda Studies
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"Sansonetto mirava alla testa, spiccando salti sul suo cavallo focoso. Già due volte glie l'aveva fatta cadere, ma il mostro si chinava, la raccoglieva, la riappiccicava all'istante sulle spallacce robuste. Una terza volta il reuccio glie la troncò; e appena in terra fu pronto a spingerla con le due mani sull'orlo d'un declivio, rotolandola a valle. Poi si mise a cercare in fretta il capello verde nella folta chioma rossa. Sentiva alle spalle il mostro decapitato che correva, brancolando qua e là; lo sentiva avvicinarsi, e cercava e non trovava il capello micidiale. Allora trasse la spada, rasò in pochi colpi la testaccia dalla fronte alla nuca; e il capello verde fu reciso con tutta la chioma. La testa impallidì, gli occhi dettero un guizzo spaventoso e il gigante che brancolava all'intorno, cadde con un tonfo sordo. Era morto."
AUTORE: Giudo Gozzano
TITOLO OPERA: Il Reuccio Gamberino
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Humano capiti cervicem pictor equinam iungere si velit et varias inducere plumas undique collatis membris, ut turpiter atrum desinat in piscem mulier formosa superne spectatum admissi, risum teneatis, amici?" "Immagina che un pittore ad una testa umana associ un collo equino, e disordinatamente sparga piume di vario genere sugli arti di differenti belve, combinate in modo assurdo; o che egli mostri una signora ben conformata e avvenente al di sopra della cintura, ma di sotto in forma di stupido pesce, non ridereste ad un simile spettacolo?" (Versione latina in: www.readme.it/libri/2/2028012.shtml)"
AUTORE: Quinto Orazio Flacco
TITOLO OPERA: Ars Poetica 1-5
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Nelle ore di tregua, quando la notte era serena e stellata e il padre Gennaio sospendeva l'opera per dormire nell'immensa barba fluente ..."
AUTORE: Guido Gozzano
TITOLO OPERA: Nevina e Fiordaprile
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Peli
"Avanzarono ancora, tenendosi per mano, fissandosi negli occhi, immemori e felici... Ma ad un tratto Nevina s'arrestò coprendosi di un pallore più diafano. ... Nevina non rispondeva. Si faceva diafana più ancora. Il suo volto prendeva la trasparenza iridata della bolla che sta per dileguare. "
AUTORE: Guido Gozzano
TITOLO OPERA: Nevina e Fiordaprile
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Nevina era pallida e diafana, bella come le dee che non sono più: le sue chiome erano appena bionde, d'un biondo imitato dalla Stella Polare, il suo volto, le sue mani avevano il candore della neve non ancora caduta, l'occhio era cerulo come l'azzurro dei ghiacciai."
AUTORE: Guido Gozzano
TITOLO OPERA: Nevina e Fiordaprile
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"Nonne fuit satius tristis Amaryllidis iras atque superba pati fastidia, nonne Menalcan, quam vis ille niger, quamvis tu candidus esses? o formose puer, nimium ne crede colori! alba ligustra cadunt, vaccinia nigra leguntur." "Non fu meglio sopportare le tristi ire di Amarilli e i superbi dispregi? Non fu meglio amare Menalca, sebbene egli fosse scuro e tu candido? O bel fanciullo, non fidarti troppo del colore: i bianchi ligustri cadono, gli scuri giacinti si colgono." (Testo latino e traduzione sul web: www.marcovalerio.it/antologia/Bucoliche/) "
AUTORE: Publio Virgilio Marone
TITOLO OPERA: Bucoliche, Ecloga II, 14-18
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"Nunc satis est dixisse: "Ego mira poemata pango; occupet extremum scabies; mihi turpe relinqui est.." "ma ora che si dica "sicché posso scrivere del vero sublime L'ultimo lo prenda la scabbia" (Versione latina in: www.readme.it/libri/2/2028012.shtml)"
AUTORE: Quinto Orazio Flacco
TITOLO OPERA: Ars Poetica 417-8
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"...In ea quae firma et inexsuperabilia sunt quidquid incurrit malo suo vim suam exercet: proinde quaerite aliquam mollem cedentemque materiam in qua tela vestra figantur. Vobis autem vacat aliena scrutari mala et sententias ferre de quoquam? "Quare hic philosophus laxius habitat? quare hic lautius cenat?" Papulas observatis alienas, obsiti plurimis ulceribus? hoc tale est quale si quis pulcherrimorum corporum naevos aut uerrucas derideat quem foeda scabies depascitur." "...Chi si scaglia contro uno scoglio irremovibile e insuperabile rivolge la forza a suo danno. Perciò cercate un bersaglio molle e cedevole dove conficcare le vostre frecce. Ma voi avrete il tempo di andare a scovare i difetti degli altri e di dar giudizi su chiunque: "Perché questo filosofo ha una casa così grande? Perché questo offre pranzi così eleganti?". State a guardare i brufoli degli altri e voi siete pieni di piaghe. E' come se uno divorato da una scabbia tremenda deridesse nei e verruche in un corpo perfetto." (Testo latino: Intratext Digital Library, www.intratext.com/; Traduzione italiana: www.latinovivo.com/home.htm) "
AUTORE: Lucio Anneo Seneca
TITOLO OPERA: De vita beata, Caput XXVII 3-4
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"nos hominum divomque fidem clamore ciemus quanto Faesidium laudat vocalis agentem sportula? dic, senior bulla dignissime, nescis quas habeat veneres aliena pecunia?" "Noi invochiamo la fede di uomini e dei con lo stesso clamore dei postulanti, che a gran voce applaudono Fesidio quando arringa. Dimmi, vecchio fanciullino, non sai che prurito mette addosso il denaro altrui?" (Testo latino: www.thelatinlibrary.com/juvenal.html) "
AUTORE: Giovenale
TITOLO OPERA: Satire, XIII, 31-34
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Corpo
"Quis tumidum guttur miratur in Alpibus aut quis in Meroe crasso maiorem infante mamillam? caerula quis stupuit Germani lumina, flauam caesariem et madido torquentem cornua cirro?" "Chi si meraviglia se vede sulle Alpi un gozzo gonfio o a Meroe tette più grosse di un poppante paffutello? Chi si stupisce degli occhi azzurri dei germani, dei loro capelli biondi coi riccioli impomatati in ciocche attorcigliate?" (Testo latino: www.thelatinlibrary.com/juvenal.html)"
AUTORE: Giovenale
TITOLO OPERA: Satire, XIII, 162-165
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Sed si cuncta vides simili fora plena querella, si deciens lectis diversa parte tabellis vana supervacui dicunt chirographa ligni, arguit ipsorum quos littera gemmaque princeps sardonychum, loculis quae custoditur eburnis, ten, o delicias, extra communia censes ponendum, quia tu gallinae filius albae, nos viles pulli nati infelicibus ovis?" "Ma se tu vedi i tribunali pieni di simili lamenti, se tu senti che i debitori, dopo che la parte avversa ha riletto dieci volte il contratto, dichiarano che la cambiale è falsa e non vale più di cartaccia, mentre ad accusarli è la loro firma e la gemma più bella di sardonica custodita in uno scrigno d'avorio, proprio tu, gioia mia, credi d'essere un caso a parte, perché figlio d'una gallina bianca, e noi miserabili polli nati da uova guaste?" (Testo latino: www.thelatinlibrary.com/juvenal.html)"
AUTORE: Giovenale
TITOLO OPERA: Satire, XIII, 135-142
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Sognare di avere una testa grande è un buon segno per un uomo ricco che non abbia ancora ricoperto una carica, per un povero, per un atleta, per un usuraio, per un banchiere e per chi è incaricato di raccogliere le quote per un'associazione. Infatti al primo predice una qualche carica nella quale dovrà indossare una corona, una benda o un diadema, al secondo predice beni e acquisizione di ricchezze e che per questo la sua testa sarà più importante. A un atleta è chiaro che predice vittoria, poiché è quando un atleta vince che la sua testa diventa più grande. A un usuraio, a un banchiere e a chi è incaricato di raccogliere le quote per un'associazione pronostica che la raccolta di ricchezze sarà maggiore del solito, dal momento che le ricchezze si chiamano anche "capitali". Invece a un uomo ricco che sia già giunto a ricoprire una carica, a un oratore e a un demagogo predice fastidi e violenze da parte della folla, a un malato predice dolori di testa, a un soldato fatiche, a uno schiavo il fatto che non sarà liberato presto, a chi ha scelto una vita tranquilla turbamenti e violenze. Una testa più piccola e inferiore a quanto sarebbe naturale significa l'opposto di ogni esito di cui si è scritto sopra. "
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Testa
"Avere i capelli lunghi e belli ed esserne orgogliosi è positivo soprattutto per una donna, dato che talvolta le donne si servono anche di capelli altrui per avere un bell'aspetto."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Capelli
"Sognare di avere orecchie d'asino è positivo soltanto per i filosofi, poichè l'asino non muove le orecchie velocemente; invece per gli altri significa schiavitù e stenti. Avere le orecchie di leone, di lupo, di leopardo o di qualche altro animale feroce indica una macchinazione che trae origine da una calunnia."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Segni Particolari
"Avere orecchie negli occhi significa che si diventerà sordi e che si riceveranno attraverso la vista le informazioni normalmente derivanti dall'udito; avere occhi sulle orecchie significa che si diventerà ciechi e che si riceveranno attraverso l'udito le informazioni normalmente derivanti dalla vista."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Segni Particolari
"Sopracciglia folte e floride sono positive per tutti, ma soprattutto per le donne, giacchè queste, per abbellirsi, addirittura se le tingono di nero; perciò indicano piaceri e prosperità. Invece sopracciglia rade preannunciano non soltanto disoccupazione e dispiaceri, ma anche che ci sarà un lutto, in quanto è antico costume radersi le sopracciglia in segno di lutto."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Sopracciglia
"Non avere naso indica per tutti stupidità  e odio nei rapporti con i superiori; per chi è malato significa morte, visto che i teschi non hanno naso. Avere due nasi significa dissensi con i familiari: dissensi in quanto tutto ciò che è doppio contro natura indica dissenso, con i propri familiari perché il naso non è di altri."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Naso
"Avere guance in carne è propizio per chiunque, ma soprattutto per le donne, mentre averle magre o lacerate indica dolore o lutto: in particolare averle magre indica dolore, averle lacerate lutto, in quanto è quando sono in lutto che gli uomini si lacerano le guance."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Guance
"Le mandibole vanno collegate ai magazzini e le labbra a color che ad ogni occasione ci vengono incontro e ci baciano. Pertanto, se succede qualcosa ad una di queste parti del volto, significa che ciò che si custodisce nei magazzini o la situazione delle persone più care non è al sicuro."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Bocca
"Avere la barba lunga e folta è un buon segno per un oratore, per un filosofo e per chi si lancia in un'impresa, poiché la barba rende gli uni decorosi e gli altri temibili."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Peli
"Sognare che spuntano dei peli sulla lingua, bianchi o neri che siano, non è positivo."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Peli
"Se capita qualcosa alle spalle (...) spesso indica anche morte o malattia di un fratello, giacché le spalle sono sorelle fra loro."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Spalle
"Un petto in buona salute e saldo è propizio."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Petto
"Un petto villoso e coperto di peli è favorevole e vantaggioso per gli uomini, mentre alle donne pronostica vedovanza: infatti le vedove vivono in maniera più trascurata e diventano pelose, dal momento che la persona per cui avevano cura del corpo non c'è più."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Peli
"Anche i seni sono positivi per tutti, se non presentano alcun segno di percosse. Se sono più grandi del normale, ma mantengono la giusta proporzione e la grazia, predicono un aumento del numero dei figli e degli schiavi; se succede loro qualcosa e sono piagati, indicano malattia; se cadono indicano morte dei figli. Nel caso in cui non si abbiano figli, questo sogno indica difficoltà, spesso anche lutti, soprattutto per le donne, poiché queste, quando sono in lutto, si straziano anche i seni."
AUTORE: Artemidoro di Daldi
TITOLO OPERA: Il libro dei sogni
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 2006
CATEGORIA: Petto
"In te, si in quemquam, dici pote, putide Victi, id quod verbosis dicitur et fatuis. ista cum lingua, si usus veniat tibi, possis culos et crepidas lingere carpatinas." "Contro te, se contro qualcuno, si può dire, Vizzio, ciò che si dice ai ciarloni ed agli stupidi. Con quella lingua, se ti capitasse il caso, potresti leccare i culi e le scarpe di cuoiaccio. Se ci vuoi far crepare tutti, Vizzio, apri bocca: realizzerai del tutto ciò che desideri." (Testo latino: www.ipa.net/~magreyn/cat3.htm ; Traduzione: www.skuola.it/didattica/latino/carmi/89-99.htm ) "
AUTORE: Catullo
TITOLO OPERA: Carmi, 98, 2-4
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Bocca
"Pallida Mors aequo pulsat pede pauperum tabernas regumque turris. O beate Sesti, vitae summa brevis spem nos vetat inchoare longam." "Con piede uguale la pallida morte batte alle capanne dei poveri e alle torri dei príncipi. Sestio, uomo felice, lo scorrere breve della vita ci vieta di cullare una lunga speranza.""
AUTORE: Orazio
TITOLO OPERA: Odi I, 4, 13-14
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Piedi
"Rem, tibi quam noris aptam, dimittere noli: Fronte capillata, post est Occasio calva." "Non permettono ciò che consideri buono per le tue fughe; l'occasione ha i capelli sulla fronte, ma dietro è calva" (Testo latino in: www.hs-augsburg.de/~harsch/Chronologia/Lspost15/Maximilianus/max_inca.html) "
AUTORE: Catone
TITOLO OPERA: Distici, Libro 1, 2,26
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Capelli
"(...) gliel'aveva messo in mente Era, la dea dalle bianche braccia:si preoccupava dei Danai, ché li vedeva morire."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Braccia
"Così disse; il Pelide provò dolore, il cuore a lui nel petto villoso ondeggiò tra due idee, se, sfoderando dal fianco la spada affilata, gli altri scansare e scannare l'Atride, oppure bloccare la bile e trattenere il furore."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Petto
"Gli stette alle spalle, afferrò il Pelide per la chioma bionda, a lui solo mostrandosi"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Spalle
"Disse, e con le scure sopracciglia annuì il Cronide: oscillarono le chiome eterne del dio sul capo immortale; fece tremare la massa enorme dell'Olimpo."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Sopracciglia
"Comanda a lui di armare gli Achei dalle chiome fluenti in tutta fretta;"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Capelli
"il più spregevole, fra tutti i venuti all'assedio di Troia. Aveva le gambe storte, zoppo da un piede, le spalle ricurve, cadenti sul petto; sopra le spalle, aveva la testa a pera, e ci crescevano radi capelli."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Corpo
"Aveva lasciato a Filache la sposa, che disperata si graffiava le guance, e una casa priva ancora di figli; l'uccise uno dei Dardani appena saltò giù dalla nave, primo tra tutti gli Achei."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Guance
"Come uno che ha visto un serpente fa un balzo all'indietro nella gola di un monte, e il tremore gli prende le membra, sui suoi passi ritorna, il pallore gli invade le guance, così di nuovo nel gruppo dei Troiani animosi s'infilò Alessandro simile a un dio, temendo il figlio di Atreo."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Guance
"Proprio a un montone villoso io lo assomiglio, che va su e giù per il vasto gregge di pecore bianche."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Peli
"Disse così, e le scosse l'animo in petto; quando poi riconobbe il collo bellissimo della dea e il seno spirante desiderio e gli occhi luminosi, ebbe allora un sussulto; prese a parlare e disse: Sciagurata, perché cerchi così di tentarmi?"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Petto
"Soltanto in superficie il dardo graffiò la pelle dell'uomo: subito fiottò sangue nero dalla ferita. (...) così a te, Menelao, si tinsero di sangue le cosce muscolose e le gambe e giù giù le belle caviglie."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Gambe
"<<Magari fosse davvero così, mio caro Menelao: della ferita s'occuperà il medico e ci spalmerà sopra farmaci che leniscano gli atroci dolori>>"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Segni Particolari
"Come vide poi la ferita, dove s'era confitto il dardo amaro, ne cavò fuori sangue e sopra ci spalmava con arte farmaci lenitivi, donati un giorno a suo padre da Chirone, che nutriva affetto per lui."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Segni Particolari
"Non gli tolse le armi: che gli misero intorno i suoi compagni, i Traci con i capelli a ciuffo, brandendo in pugno le lunghe aste"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Capelli
"...per quanto grande egli fosse e nerboruto e magnifico, lo spinsero via; fu costretto perciò a indietreggiare."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Corpo
"Con questo colpì all'anca Enea, là dove il femore s'articola all'anca, e si chiama acetabolo: gli fracassò l'acetabolo, recise i due tendini, portò via la pelle le ruvida pietra"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Gambe
"Iris, che ha nei piedi il vento, la prese e la portò via dalla mischia, tormentata dai suoi dolori, si macchiava di nero la bella pelle. "
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Segni Particolari
"L'indirizzò Pallade Atena al basso ventre, dove era cinto dal perizoma: qui lo ferì, colpitolo, la ella pelle trafisse, e tirò fuori di nuovo la lancia"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Genitali
"ma Zeus sapiente per tutta la notte preparava loro malanni, tuonando minaccioso; e si fecero verdi per la paura"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Segni Particolari
"così allora gli Achei s'imbiancarono il capo di polvere, che tra di loro i piedi dei cavalli alzarono fino al cielo di bronzo"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Testa
"Piegò la testa da un lato, come papavero ch'è nel giardino, gravato dal proprio frutto e dalla rugiada primaverile, così reclinò da una parte la testa, gravata dall'elmo"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Testa
"nemmeno tra dieci anni, che intero compiano il giro, si chiuderanno le piaghe, che infliggerà loro il fulmine"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Segni Particolari
"Le Preghiere son figlie del grande Zeus, zoppe, grinzose, con gli occhi storti, s'affannano ad arrancare dietro le orme di Ate."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Segni Particolari
"Quando poi guardava alle navi e all'esercito acheo, si strappava di testa i capelli, senza posa, dalle radici, volto a Zeus che vive nel cielo, e il gran cuore gemeva profondo."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Capelli
"L'Occasion, ch'è nel fuggir sì presta, vide un giorno per l'aria ir frettolosa. Suora minor dela Fortuna è questa e tien le chiavi d'ogni ricca cosa; l'ali ha su'l tergo e di vagar non resta, sempre andando e tornando e mai non posa; lungo, diffuso e folto il crine ha, salvo verso la coppa ov'è schiomato e calvo (Testo in: it.wikisource.org/wiki/Adone/Canto_VI) "
AUTORE: Giovan Battista Marini
TITOLO OPERA: Adoone, Canto 6
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Capelli
"Let's take the instant by the forward top; For we are old, and on our quick'st decrees These inaudible and noiseless foot of time Steals ere we can effect them." "Prendiamo il presente per i capelli della fronte. Siamo vecchi, e il silenzioso e impercettibile piede del tempo si avvicina furtivamente ai nostri decreti più veloci prima che ci sia dato di metterli in pratica" (Testo in: www.bartleby.com/70/index22.html Traduzione italiana sul in: www.readme.it/libri/3/3055050.shtml)"
AUTORE: William Shakespeare
TITOLO OPERA: All is well that ends well, act 5, sc. 3, l. 40-2
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Capelli
"Regum timendorum in proprios greges, reges in ipsos imperium est Iovis, clari Giganteo triumpho, cuncta supercilio moventis." "Potenti re temibili sui popoli governano come fossero greggi, ma sugli stessi re Giove comanda, gioioso per la sua vittoria sui Giganti, Giove che con un cenno del sopracciglio fa tremare il mondo" (Versione latina in: la.wikisource.org/wiki/) "
AUTORE: Quinto Orazio Flacco
TITOLO OPERA: Satire, I,5, 28-33
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Sopracciglia
"<<Nel Giudizio invece questo aspetto di confessione personale non è presente?>> De Vecchi: <<Si, ma è solo un particolare dentro quel grande evento catastrofico che Michelangelo dipinge sul grande muro della Sistina. E' l'autoritratto dipinto sulla pelle che San Bartolomeo esibisce come oggetto del proprio martirio. Visto dal basso è assolutamente irriconoscibile e tale è rimasto per secoli. Probabilmente Michelangelo deve aver pensato che nessuno avrebbe mai rintracciato questo suo pensiero privato. Ma l'invenzione della fotografia, 300 anni dopo, suo malgrado, lo ha smentito. La pelle di Bartolomeo è appesa sulla voragine infernale: ed è facile pensare che Michelangelo esprima in questo modo la propria personale invocazione si salvezza. Ma leggendo le Rime possiamo trovare una spiegazione ulteriore a questa immagine. C'è una sestina in cui si augura di poter diventare come un "vecchio serpe", che lascia le "vecchie armi", cioè muta la pelle, e che copre la propria anima con "più sicuro scudo".>>"
AUTORE: Giuseppe Frangi
TITOLO OPERA: Un cataclisma sul Rinascimento (Michelangelo)
EDITORE: 30 Giorni
ANNO EDIZIONE: anno XII,
CATEGORIA: Corpo
"Questo senso di indegnità della natura umana nell'affresco lo si avverte meno. I corpi dei beati sono corpi trionfali, anche perché risorti nel momento del giudizio finale. Ci sono immagini grandiose, come quella di san Sebastiano, dove la bellezza è quella di un corpo glorificato. Invece nelle Rime c'è l'angosciosa insistenza sulla carne come zavorra e ricettacolo del peccato. Questo spiega il desiderio insistente di liberarsi dalla materia, l'invocazione alla misericordia divina perché prenda cura del suo destino. "
AUTORE: Giuseppe Frangi
TITOLO OPERA: Un cataclisma sul Rinascimento (Michelangelo)
EDITORE: 30 Giorni
ANNO EDIZIONE: anno XII,
CATEGORIA: Corpo
"Si sollevò, indossò il chitone sul petto, ai piedi vigorosi indossò i sandali belli, si gettò poi sulle spalle la pelle scura d'un leone focoso, enorme, lunga fino ai piedi, e prese la lancia."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Petto
"sopra allacciò con la fibbia il mantello di porpora, ampio, a doppio tessuto, e pelo folto lo ricopriva"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Peli
"Poi si lavarono in mare del sudore abbondante le gambe e il collo e le cosce, tuffatisi in acqua."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Gambe
"finché il sangue gli sgorgò caldo dalla ferita. Ma quando ristagnò la piaga, e cessò il sangue di scorrere, acuti dolori fiaccarono la forza dell'Atride."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Segni Particolari
"A lui, senza tremare, rispose il forte Diomede: <<Arciere vigliacco, ricciolino femminiere, se faccia a faccia ti cimentassi in armi, non gioverebbero a te né arco, né sciame di frecce: per avermi graffiato il tarso del piede, ora ti vanti così! Non me ne curo, come se m'avesse colpito donna o bimbo sciocco: spuntata è la freccia di un uomo vigliacco e da nulla!>>"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Capelli
"Della donna di lui sono tutte graffiate le guance, i figli restano orfani; arrossa di sangue la terra e si fa putrido, gli sono intorno più uccelli che donne."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Guance
"La lancia pesante passò attraverso il lucido scudo, si conficcò nella corazza ben cesellata, e portò via tutta la pelle del fianco, ma Pallade Atena non lasciò che penetrasse ancora nelle sue viscere."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Gambe
"e le lance scagliate da intrepide mani in parte giungendo a segno si conficcavano nel grande scudo, in parte a metà strada, senza sfiorare la sua bianca pelle, si piantavano al suolo, pur bramando assaggiare la carne."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Corpo
"Ma ora portami in salvo alla nave nera, dalla coscia togli la freccia, lavane con acqua tiepida il sangue aggrumato, applica farmaci lenitivi, che siano efficaci, che si dice apprendesti da Achille, cui lo insegnò Chirone, il più giusto fra tutti i Centauri."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Gambe
"Sdraiatolo lì, dalla coscia estrasse col coltello il dardo acuto, affilato, ne lavò con acqua tiepida il sangue aggrumato, v'applicò radice amara, triturandola con le sue mani, lenitiva, che tutti gli tolse i dolori; s'asciugò la ferita, il sangue cessò."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Gambe
"dove si vede chi è vile e chi è valoroso: la pelle del vile cambia colore, non gli regge l'animo in petto, così che stia saldo, ma si rannicchia, s'appoggia ora su un piede, ora sull'altro, gli batte con forza il cuore sotto il torace, perché pensa alla morte, e s'ode stridore di denti; mentre non cambia il colore del prode né più di tanto prova timore"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Petto
"Ma la paura non prese Idomeneo come un ragazzo, anzi restava a piè fermo, come cinghiale sui monti sicuro della sua forza, che attende la folta masnada dei cacciatori all'assalto in luogo deserto, gli si drizza il pelo sul dorso"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Peli
"Gliela estrasse poi dalla mano il valoroso Agenore, e gli fasciò la mano con lana intrecciata di pecora, quella della fionda, che uno scudiero porgeva a lui, pastore di genti."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Mani
"Ed arretrò nel gruppo dei compagni, per schivare la morte, guardandosi intorno, che nessuno col bronzo gli graffiasse la pelle."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Corpo
"Questo dunque le parve, a pensarci, il partito migliore, recarsi sull'Ida, dopo essersi ben agghindata, se mai lo prendesse la voglia di congiungersi in amore con il corpo di lei, e il sonno dolce che toglie i pensieri così gli potesse versare sulle ciglia e sulla mente infallibile."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Corpo
"Per prima cosa lavò con linfa divina il suo corpo attraente, e lo unse tutto d'un olio profumato eterno, da lei distillato"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Corpo
"Detto così, si mise a sedere Era veneranda, s'irritarono in casa di Zeus gli dei; lei fece un sorriso con le labbra, ma sopra le ciglia nere la fronte non si spianò"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Viso
"Disse così, ed Ares picchiava a mani aperte sulle sue cosce robuste e diceva piangendo: Non impeditemi ora, voi che abitate le case d'Olimpo, di vendicare la morte del figlio"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Gambe
"Dette allora un gemito e si batteva le cosce con le palme aperte e diceva piangendo: non posso più Euripilo, per quanto tu ne abbia bisogno, restare qui con te"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Mani
"Zeus sovrano, Dodoneo, Pelasgico, tu che abiti lontano e regni sulla fredda Dodona; con te vivono i Selli, i profeti dai piedi sporchi, che dormo in terra."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Piedi
"Lo colpì l'altro al collo, sotto l'orecchio, Peneleo, andò dentro tutta la spada, resse la pelle soltanto, la testa penzolò di lato, le forze gli vennero meno."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Testa
"Si bagnarono di sangue le sue chiome, belle come quelle delle Cariti, ed i riccioli, tenuti da fermagli d'oro e d'argento. Come se uno coltiva una florida pianta d'olivo in luogo deserto, dove sgorghi però molta acqua, una pianta bella, rigogliosa; la scuotono i soffi di venti diversi, ed è tutta gemmata di fiori bianchi; ma un vento s'abbatte all'improvviso con un turbine violento, la sradica dalla sua fossa e la getta stesa a terra"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Capelli
"Disse, e fece segno il Cronide con le scure sopracciglia. "
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Sopracciglia
"di stanchezza e sudore grondavano sempre le ginocchia di ognuno ed i piedi giù in basso "
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Gambe
"ma quando i due Aiaci, voltandosi contro di loro, li fronteggiavano, la loro pelle cambiava colore, nessuno ardiva balzare in avanti e battersi per il morto."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Corpo
"Così diceva; su Achille calò una densa nube di dolore: con entrambe la mani prendendo polvere e cenere, se le spargeva in testa, imbrattava il suo bel volto; altra cenere nera sporcava il suo chitone profumato."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Testa
"quando poi l'acqua bollì nel lucido bronzo, allora lavarono il corpo, lo unsero di olio grasso, misero sulle ferite unguento di ben nove anni; depostolo poi sulla bara, con un telo di lino l'avvolsero dalla testa ai piedi, e ancora con un mantello bianco."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Corpo
"tolse dal fuoco i mantici, dentro una cassa d'argento raccolse tutti gli arnesi con cui lavorava; si pulì poi con la spugna il viso, entrambe le mani, il collo possente ed il petto villoso, si mise il chitone, prese le scettro massiccio, e venne fuori zoppicando; due ancelle doro sostenevano il loro signore, simili a vere fanciulle."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Viso
"Quindi Briseide, bella come Afrodite d'oro, appena vide Patroclo trafitto dal bronzo affilato, riversa su lui piangeva a dirotto, e con le mani si graffiava il bel volto, il tenero collo ed il petto"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Viso
"Artemide andò sull'Olimpo, alla casa di Zeus dal suolo di bronzo, la fanciulla sedeva piangente sulle ginocchia del padre, le palpitava sul petto la veste immortale; il Cronide, suo padre, la strinse a sé"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Petto
"Dall'altra parte piangeva la madre versando lacrime, scoprendosi il seno, con l'altra mano alzava la mammella; e versando lacrime gli diceva parole che volano"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Petto
"Così la testa di lui si copriva tutta di polvere, e sua madre si strappava i capelli, gettando lontano il bel velo, levò un acuto lamento alla vista del figlio."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Testa
"Una notte oscura le discese sugli occhi, cadde all'indietro perdendo i sensi. Dalla testa lasciò cadere la bella acconciatura, il diadema, la rete, il nastro legato ed il velo che le aveva donato Afrodite d'oro"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Testa
"<<No, in nome di Zeus, tra gli dei il più alto e il più grande, non è permesso che l'acqua s'accosti alla testa, prima di porre sul rogo il corpo di Patroclo, di erigere il tumulo e di tagliarmi la chioma, perché mai più il dolore così mi trafiggerà il cuore altra volta, finché resterò tra i viventi.>>"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Capelli
"Ricoprirono tutto il cadavere con i capelli, che si tagliavano e gli gettavano sopra; gli sorreggeva il capo Achille divino inconsolabile: accompagnava all'Ade il suo migliore amico!"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Capelli
"Allora ebbe una nuova idea Achille divino dal piede veloce: ritto accanto alla pira, si recise la chioma bionda, che s'era fatto crescere lunga in onore del fiume Spercheo"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Capelli
"Rotolò giù dal carro Eumeleo, vicino alla ruota, si lacerò tutto, la bocca, il naso, i gomiti, si ferì alla fronte sopra le ciglia"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Segni Particolari
"Vi faccio comunque un pronostico, e questo avrà compimento: nello scontro farò della pelle massacro, delle ossa poltiglia!"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Corpo
"Scricchiolavano i dorsi stirati con forza dalle mani violente; copioso grondava il sudore, lividi fitti, rosi di sangue, si diffondevano sui fianchi e sulle spalle"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Segni Particolari
"Ma quando stavano già per raggiungere il premio, scivolò Aiace correndo - fu Atena a colpirlo - dov'era in terra lo sterco dei buoi scannati tra i mugghi, che Achille dal piede veloce aveva ucciso per Patroclo; di sterco bovino gli s'empì la bocca ed il naso"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Viso
"A colui che per primo colpisca la bella pelle e raggiunga l'interno, attraverso le armi ed il nero sangue, io darò questa spada a borchie d'argento"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Corpo
"intorno alla testa ed al collo del vecchio c'era gran quantità di fango, che aveva raccolto con le sue mani, rotolandosi a terra."
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Testa
"Disse così, ed al vecchio si sconvolse la mente, aveva davvero paura, gli s'aggricciarono i peli sulle membra ricurve, restò attonito"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Peli
"mosso a pietà dalla sua testa bianca, dal suo mento bianco, e, articolando la voce, gli diceva parole che volano"
AUTORE: Omero
TITOLO OPERA: Iliade
EDITORE: BUR Classici Greci e Latini
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Peli
"Che un cattivo taglio non renda ispidi e brutti i capelli; capigliatura e barba vanno tagliate da una mano esperta; (...) e non spuntino peli dalla cattiva narice. "
AUTORE: Ovidio
TITOLO OPERA: L'arte di amare
EDITORE: Arnoldo Mondadori Editore
ANNO EDIZIONE: 1991
CATEGORIA: Peli
"Conosco già il tuo sapore / conosco l'odore della tua mano / signora della paura, / signora della fine."
AUTORE: René Daumal
TITOLO OPERA: La pelle del fantasma
EDITORE: Via del Vento
ANNO EDIZIONE: 2007
CATEGORIA: Mani
"Ho toccato già le tue ossa / attraverso la tua carne senza età / plasmata da insetti millenari / e da calici di fiori futuri."
AUTORE: René Daumal
TITOLO OPERA: La pelle del fantasma
EDITORE: Via del Vento
ANNO EDIZIONE: 2007
CATEGORIA: Corpo
"Si tratta della pelle di quell'asino, al quale egli vuole un gran bene perché provvede con tanta larghezza a tutte le spese della sua Corte. Andate, e ditegli che desiderate quella pelle. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/Pelle_d%27asino )"
AUTORE: Carlo Collodi
TITOLO OPERA: Pelle d'asino
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Pelle
"Che fate voi, figlia mia, diss'ella vedendo la Principessa che si strappava i capelli e si graffiava il bel viso; questo è il momento più fortunato della vostra vita. Avvolgetevi in codesta pelle, uscite dal palazzo e camminate finché troverete terra sotto i piedi. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/Pelle_d%27asino )"
AUTORE: Carlo Collodi
TITOLO OPERA: Pelle d'asino
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Viso
"L'infanta abbracciò mille volte la sua comare, pregandola di non abbandonarla mai; si messe addosso quella brutta pelle, e dopo essersi insudiciato il viso di fuliggine, uscì da quel magnifico palazzo, senza che nessuno la riconoscesse. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/Pelle_d%27asino )"
AUTORE: Carlo Collodi
TITOLO OPERA: Pelle d'asino
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Pelle
"Un giorno, mentre stava seduta presso una fontana d'acqua limpidissima, dove veniva spesso a piangere la sua misera sorte, le saltò in capo di specchiarvisi dentro, e l'orribile pelle d'asino, che le serviva da cappello e da vestito, la spaventò. Vergognandosi di trovarsi in quello stato, si lavò ben bene il viso e le mani, che diventarono bianche più dell'avorio, e il suo bel carnato riprese la freschezza di prima. Il piacere di vedersi così bella le fece entrar la voglia di bagnarsi, e si bagnò: ma dopo, per tornare alla fattoria, le convenne rimettersi addosso la solita pellaccia. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/Pelle_d%27asino )"
AUTORE: Carlo Collodi
TITOLO OPERA: Pelle d'asino
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Mani
"Gli risposero che era una servaccia, chiamata Pelle d'Asino, a motivo della pelle colla quale si vestiva, e che era tutt'unta e bisunta da fare schifo a guardarla e a parlarci, e che l'avevano presa proprio per compassione per mandarla dietro ai montoni e ai tacchini. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/Pelle_d%27asino )"
AUTORE: Carlo Collodi
TITOLO OPERA: Pelle d'asino
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Indovinate ora voi chi rimase più meravigliato di tutti? Fu il Re e la Regina, furono tutti i ciamberlani e i grandi della Corte, quando videro uscir fuori di sotto a quella pelle nera e bisunta, una manina delicata, bianca e color di rosa, dove l'anello senza molta fatica poté infilarsi nel più bel ditino del mondo; quindi per un leggero movimento fatto dall'infanta, la pelle cadde, ed ella apparve di una bellezza così abbagliante, che il Principe, sebbene ancora molto debole, si gettò ai suoi piedi e l'abbracciò con tanto ardore, che la fece arrossire. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/Pelle_d%27asino )"
AUTORE: Carlo Collodi
TITOLO OPERA: Pelle d'asino
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Mani
"C'era una volta una Regina, la quale partorì un figliuolo così brutto e così male imbastito, da far dubitare per un pezzo se avesse fattezze di bestia o di cristiano. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/Enrichetto_dal_ciuffo)"
AUTORE: Carlo Collodi
TITOLO OPERA: Enrichetto dal ciuffo
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"La Principessa aveva appena finito di dire queste parole, che subito Enrichetto dal ciuffo apparve ai suoi occhi il più bell'uomo della terra, e il meglio formato, e il più amabile di quanti se ne fossero mai veduti. Vogliono alcuni che questo cambiamento avvenisse non già per gl'incanti della fata, ma unicamente per merito dell'amore. E dicono che la Principessa, avendo ripensato meglio alla costanza del suo cuore e della sua mente, non vide più le deformità personali di lui, né la bruttezza del suo viso: talché il gobbo che egli aveva di dietro, le sembrò quella specie di rotondità e di floridezza d'aspetto di chi dà nell'ingrassare: e invece di vederlo zoppicare orribilmente, come aveva fatto fino allora, le parve che avesse un'andatura aggraziata e un po' buttata su una parte, che le piaceva moltissimo. Fu detto fra le altre cose, che gli occhi di lui, che erano guerci, le parvero più brillanti; e che finisse col mettersi in testa che quel modo storto di guardare fosse il segno di un violento accesso di amore: e che perfino il naso di lui, grosso e rosso come un peperone, accennasse a qualche cosa di serio e di marziale. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/Enrichetto_dal_ciuffo)"
AUTORE: Carlo Collodi
TITOLO OPERA: Enrichetto dal ciuffo
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Il Reuccio, indispettito, afferrò la padellina ch'era lì tutta affumicata e gliela strofinò sulla faccia, annerendogliela come quella d'una mora. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/La_padellina)"
AUTORE: Luigi Capuana
TITOLO OPERA: La padellina
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Viso
"Appena arrivato, andò a picchiare alla porta che non si poteva aprire. - Sono il Reuccio. Invece della porta si aprì la finestra, e comparve la ragazza con la faccia nera e la padellina in mano; la padellina era affumicata. - Questa è la mia dote. Chi mi vuole per mogliera dee farsi la faccia nera. E se nera non la fa, d'onde viene se n'andrà. Il Reuccio esitava; non gli andava doversi impiastricciare di fumo al cospetto di tanta gente radunatasi alla notizia del suo arrivo. Poi si strinse nelle spalle, prese la padellina e, chiusi gli occhi, se la strofinò sulla faccia, tingendosi peggio di un moro. E mentre la sua anneriva, quella della ragazza ridiventava bianca come la cera. (...) E nello stesso tempo rideva, vedendo costui tutto impiastricciato a quel modo; ma rise per poco. La ragazza prese il grembiule, lo passò sulla faccia del Reuccio, e in men che non si dica gliela ripulì. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/La_padellina)"
AUTORE: Luigi Capuana
TITOLO OPERA: La padellina
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Viso
"La Regina, indispettita, uscì fuori brontolando contro il Reuccio, che le aveva dato ad intendere tante sciocchezze; e appena fuori, cominciò a sentire per tutto il corpo un brulichìo e un brucìo insopportabile. Era, da capo a piedi, ripiena di pulci; (...) In un momento, Re, ministri, dame di corte, gente di palazzo, tutti si videro assaliti da quelle bestioline affamate, che davano morsi da portar via la pelle. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/Testa-di-rospo)"
AUTORE: Luigi Capuana
TITOLO OPERA: Testa di rospo
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Pelle
"Testa-di-rospo che dormiva, in fondo, sopra un letto lavorato d'oro e di pietre preziose, con cortine di seta e lenzuola bianche più della spuma. E non aveva più quella schifosa testa di rospo; ma era così bella che, al paragone, la Gigliolina, bella e bianca come un giglio, sarebbe parsa proprio una megera. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/Testa-di-rospo)"
AUTORE: Luigi Capuana
TITOLO OPERA: Testa di rospo
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Testa
"C'era una volta un Re e una Regina, che avevano una figliuola più bella della luna e del sole, e le volevano bene come alla pupilla degli occhi. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/C'era_un_volta..._Fiabe/Il_cavallo_di_bronzo) "
AUTORE: Luigi Capuana
TITOLO OPERA: Il cavallo di bronzo
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Occhi
"Maestà, trovai l'Uomo selvaggio, e mi domandò: Chi sei? Sono la Reginotta. Lasciami vedere. Mi sbottonò la manica del braccio sinistro e urlò: Non è vero! La Reginotta - dice - ha una voglia in quel braccio! (Fonte: it.wikisource.org/wiki/C'era_un_volta..._Fiabe/Il_cavallo_di_bronzo) "
AUTORE: Luigi Capuana
TITOLO OPERA: Il cavallo di bronzo
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Allora il giovane prese una pelle di mucca e si camuffò per non farsi riconoscere e salì alla montagna nera. Vide che la ragazza stava pettinando i capelli del diavolo. (Fonte: www.readme.it/libri/Fiabe/HAINA.shtml)"
AUTORE: Anonimo
TITOLO OPERA: Haina
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Capelli
"La chiamavano Trotona, perché aveva sul viso delle macchie rossastre, come quelle della trota: i suoi capelli erano così grassi e imbiosimati, da non giovarsene a toccarli e dalla sua pelle giallastra gocciolava l'unto. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/L%27uccello_turchino)"
AUTORE: Carlo Collodi
TITOLO OPERA: L'uccello Turchino
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"A queste parole il Re cominciò a cambiare d'aspetto; le braccia si vestono di penne e formano le due ali: le gambe e i piedi diventano neri e sottili; gli crescono delle unghie appuntate; il corpo si assottiglia e si copre tutto di lunghe piume finissime e macchiate di turchino; gli occhi si fanno tondi e brillano come due soli; il naso ha preso il garbo di un becco d'avorio; sul suo capo spunta un ciuffetto bianco, in forma di diadema; canta da innamorare e parla nello stesso modo. (Fonte: it.wikisource.org/wiki/L%27uccello_turchino)"
AUTORE: Carlo Collodi
TITOLO OPERA: L'uccello Turchino
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Segni Particolari
"Oramai le macchie sono arrivate fin sopra le ginocchia, dai gomiti si stanno dirigendo verso i polsi per ricongiungersi con quelle delle mani.. Un mare di piccole meduse mi lambisce cingendomi i fianchi e il fondoschiena, come una gonnellina estiva da usare a mo di pareo sulla spiaggia. Dai seni le macchie si inerpicano su per il collo con le loro punte aguzze, rami cattivi ddi un albero da potare. Scorgo la schiena, una distesa lunghissima, la mappa di nuovi pianeti e continenti da esplorare. (...) Non mi riconosco. Lo specchio mi rimanda un viso nuovo. Elementi del passato, ricordi, momenti, e poi a mischiarsi questa sudicia novità, che mi intriga e mi toglie i respiri degli anni scorsi. Sono una vaga presenza immersa nell'incubo di qualcuno, che si risolleva dal sonno congelato, sfuggente alla presa di una mano, alle leggi morali, alla comprensione.. (...) A volte ho il dubbio che la vitiligine sia mistificatrice. E mi sento un corpo profanato. Vorrei strappare questi vesti colorate e questa pelle, spolparla, sbucciarla, staccarla tutta, quella vecchia e quella nuova, e arrivare al nocciolo, a un microscopico corpo estraneo, delicatissimo, ancora impossibile da afferrare. "Svetakustha" è diventato il mio nuovo nome. La mia lingua è in esilio, assediata da questa lingua bianca che mi lecca, mi fa le fusa, tenta di sedurmi, anche barando, e mi interpella senza sosta.. Eppure accetto la sfida, voglio andare avanti nella prospettiva del bianco.. Con la vitiligine che va avanti da sola.. E che poco ancora mi spiega. Che mi lascerà come un pesce senza squame, monocromo, una volta per tutte. Allora forse capirò se il bianco mi farà sparire del tutto o se sarà quello il momento di una rivelazione inattesa. "
AUTORE: Francesca di Mattia Bikbova
TITOLO OPERA: Scritta di bianco è la mia pelle
EDITORE: Palomar
ANNO EDIZIONE: 2009
CATEGORIA: Corpo
""Vedi Salma, noi due siamo uguali al fuoco di sant'Antonio. Invisibile, simile al serpente, si insinua in tutto il corpo e all'improvviso esplode nella pelle e ti fa male da morire" aveva detto Parvin ed era scoppiata a ridere."
AUTORE: Fadia Fakir
TITOLO OPERA: Un tè alla salvia per Salma
EDITORE: Guanda
ANNO EDIZIONE: 2007 trad
CATEGORIA: Pelle
"Avrei sfregato la mia pelle olivastra contro di lui e...puff!...sarei diventata bianca. Così all'istante senza bisogno di usare per anni una crema sbiancante. E con la stessa facilità sarei svanita nel nulla."
AUTORE: Fadia Fakir
TITOLO OPERA: Un tè alla salvia per Salma
EDITORE: Guanda
ANNO EDIZIONE: 2007 trad
CATEGORIA: Pelle
"Se continuassi a cucire e a digiunare, se continuassi a stare in silenzio, piano piano uscirei dal mio corpo come un serpente che cambia pelle."
AUTORE: Fadia Fakir
TITOLO OPERA: Un tè alla salvia per Salma
EDITORE: Guanda
ANNO EDIZIONE: 2007 trad
CATEGORIA: Pelle
"Mi prese l'arto scuro e macilento con la sua mano bianca e grassa ed esaminò le escoriazioni, "È psoriasi, niente di più. Una malattia della pelle. Non è grave" decretò."
AUTORE: Fadia Fakir
TITOLO OPERA: Un tè alla salvia per Salma
EDITORE: Guanda
ANNO EDIZIONE: 2007 trad
CATEGORIA: Mani
"Se avesse avuto mani più grosse sarebbe stato un sosia perfetto di Svlatoslav Richter, il pianista. Il peso di quelle sue mani, quando Richter va verso il pianoforte, è tale che gli tira giù le braccia dalle maniche della marsina così che gli arrivano parecchio sotto le ginocchia."
AUTORE: Saul Bellow
TITOLO OPERA: Ne muoiono più di crepacuore
EDITORE: Arnoldo Mondadori editore
ANNO EDIZIONE: 1988
CATEGORIA: Mani
"Ma nell'Antartico bisogna essere molto presenti a se stessi. Se non si sta attenti si rischia di perdere qualche dito o un pezzo di naso, e così mentre la grandezza del paesaggio può incitare al sogno, il freddo spaventoso si oppone ad ogni fantasticheria. La si vede più che in ogni altro posto la struttura del pianeta in forme e colore puri."
AUTORE: Saul Bellow
TITOLO OPERA: Ne muoiono più di crepacuore
EDITORE: Arnoldo Mondadori editore
ANNO EDIZIONE: 1988
CATEGORIA: Naso
"Fresca lavata la tunica incombe come un dolce mantello sul suo corpo devastato da settantanove anni di vita vissuta...le mani sono massacrate da una vitiligine..ma le dita...un romanzo quelle dita, lunghe e sottili come bisturi...lo spettro di un eventuale impiego faceva ammalare Dimitri...pallore, macchie rosse sulla pelle, psoriasi sul viso..."
AUTORE: Paolo Sorrentino
TITOLO OPERA: Hanno tutti ragione
EDITORE: Feltrinelli
ANNO EDIZIONE: 2010
CATEGORIA: Segni Particolari
"O chioma che come un'onda scendi sulla scollatura! O riccioli! O profumo denso di languore! Estasi! Stasera per riempire l'alcova oscura dei ricordi che dormono in questa capigliatura, come un fazzoletto al vento la voglio agitare!"
AUTORE: Charles Baudelaire
TITOLO OPERA: La chioma da I fiori del male
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Capelli
"Basta, cercate di quel dottore alto, asciutto, pelato, col naso rosso, e una voglia di lampone sulla guancia."
AUTORE: Alessandro Manzoni
TITOLO OPERA: I promessi sposi
EDITORE: Sansoni
ANNO EDIZIONE: 1971
CATEGORIA: Guance
"Malpelo si chiamava così perchè aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perchè era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riescire un fior di birbone...Il sabato sera, appena arrivato a casa con quel suo visaccio imbrattato di lentiggini e di rena rossa,...andava a rannicchiarsi sul suo saccone come un cane malato..."
AUTORE: Giovanni Verga
TITOLO OPERA: Vita dei campi
EDITORE: Sansoni
ANNO EDIZIONE: 1990
CATEGORIA: Capelli
"Una suora la toccò dolcemente sull'omero. Essa si scosse...chinando il capo umiliato dall'umana miseria nella benda che chiudeva le trecce recise e incorniciava il viso di un'altra bianchezza fredda, sbattuta, stirata d'angoscia, illividita da vigilie tormentose, come la sua povera anima sbigottita..."
AUTORE: Giovanni Verga
TITOLO OPERA: Tutte le novelle
EDITORE: Mondadori
ANNO EDIZIONE: 1972
CATEGORIA: Viso
""Sto bene, ve'," disse don Rodrigo, che lesse nel fare del Griso il pensiero che gli passava per la mente.[...]Esitò qualche momento, prima di guardare la parte dove aveva il dolore; finalmente la scoprì, ci diede un'occhiata paurosa; e vide un sozzo bubbone di un livido paonazzo."
AUTORE: Alessandro Manzoni
TITOLO OPERA: I Promessi Sposi
EDITORE: La Nuova Italia
ANNO EDIZIONE: 1997
CATEGORIA: Ascelle
"Renzo [...] lo fissò, riconobbe don Rodrigo, e fece un passo indietro [...]. Stava l'infelice, immoto; spalancati gli occhi, ma senza sguardo; pallido il viso e sparso di macchie nere; nere ed enfiate le labbra: l'avreste detto il viso di un cadavere, se una contrazione violenta non avesse reso testimonio d'una vita tenace..."
AUTORE: Alessandro Manzoni
TITOLO OPERA: I Promessi Sposi
EDITORE: La Nuova Italia
ANNO EDIZIONE: 1997
CATEGORIA: Viso
"Io mi volsi ver lui e guardail fiso: biondo era e bello e di gentile aspetto, ma l'un de' cigli un colpo avea diviso. Quand'i' mi fui umilmente disdetto d'averlo visto mai, el disse: "Or vedi"; e mostrommi una piaga a sommo il petto. "
AUTORE: Dante
TITOLO OPERA: Purgatorio, Canto III
EDITORE: La Nuova Italia
ANNO EDIZIONE: 2002
CATEGORIA: Sopracciglia
"La bocca sollevò dal fiero pasto quel peccator, forbendola a' capelli del capo ch'elli avea di retro guasto."
AUTORE: Dante
TITOLO OPERA: Inferno, Canto XXXIII
EDITORE: La Nuova Italia
ANNO EDIZIONE: 2002
CATEGORIA: Bocca
"Non recidere, forbice, quel volto, solo nella memoria che si sfolla, non far del grande suo viso in ascolto la mia nebbia di sempre. "
AUTORE: Eugenio Montale
TITOLO OPERA: Le Occasioni
EDITORE: Mondadori
ANNO EDIZIONE: 1978
CATEGORIA: Viso
"La faccia di Gurdulù s'illuminò; era una larga faccia accaldata in cui si mischiavano caratteri franchi e moreschi: una picchiettatura di efelidi rosse su una pelle olivastra; occhi celesti liquidi venati di sangue sopra un naso camuso e una boccaccia dalle labbra tumide; pelo biondiccio ma crespo e una barba ispida a chiazze."
AUTORE: Italo Calvino
TITOLO OPERA: Il cavaliere inesistente
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1972
CATEGORIA: Viso
"...nascevano nel cominciamento d'essa [la peste del 1348] a' maschi e alle femmine parimente o nell'anguinaia o sotto le ditella [ascelle] certe enfiature, delle quali alcune crescevano come una comunal mela, altre come un uovo, e alcune più e alcun'altre meno, le quali i volgari nominavan gavoccioli [bubboni]."
AUTORE: Giovanni Boccaccio
TITOLO OPERA: Decameron
EDITORE: Mondadori
ANNO EDIZIONE: 1980
CATEGORIA: Ascelle
"Le labbra rosse paion de corallo; ed havvi drento duo filar di denti, che son più bianchi che que' del cavallo: da ogni lato ve n'ha più di venti. Le gote bianche paion di cristallo sanz'altro liscio né scorticamenti, rosse entro 'l mezzo, quant'è una rosa, che non si vede mai sì bella cosa."
AUTORE: Lorenzo de' Medici
TITOLO OPERA: Scritti scelti
EDITORE: UTET
ANNO EDIZIONE: 1971
CATEGORIA: Viso
"Semplicemente, senza che un solo angolo del suo volto si muovesse, e assolutamente in silenzio, iniziò a piangere, in quel modo che è un modo bellissimo, un segreto di pochi, piangono solo con gli occhi, come bicchieri pieni fino all'orlo di tristezza, e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi, seguita poi da mille altre, e immobili se ne stanno li mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta."
AUTORE: Alessandro Baricco
TITOLO OPERA: Seta
EDITORE: Rizzoli
ANNO EDIZIONE: 1996
CATEGORIA: Occhi
"SHE walks in beauty, like the night Of cloudless climes and starry skies; And all that 's best of dark and bright Meet in her aspect and her eyes: Thus mellow'd to that tender light Which heaven to gaudy day denies. One shade the more, one ray the less, Had half impair'd the nameless grace Which waves in every raven tress, Or softly lightens o'er her face; Where thoughts serenely sweet express How pure, how dear their dwelling-place. And on that cheek, and o'er that brow, So soft, so calm, yet eloquent, The smiles that win, the tints that glow, But tell of days in goodness spent, A mind at peace with all below, A heart whose love is innocent! "
AUTORE: Lord Byron
TITOLO OPERA: She walks in beauty
EDITORE:
ANNO EDIZIONE: 1814
CATEGORIA: Segni Particolari
"Capelli blu-notte, tende di tenebre spiegate, voi mi rendete l'azzurro del cielo tondo e senza fine; sulle estremità piumose delle ciocche ritorte m'inebrio con ardore di essenze mischiate di olio di cocco, di muschio e di catrame."
AUTORE: Charles Baudelaire
TITOLO OPERA: La chioma da I fiori del male
EDITORE:
ANNO EDIZIONE:
CATEGORIA: Capelli
"Sul viso in fiamme dallo spacco delle labbra un piccolo bacio carbonizzato cresce per lanciarsi. "
AUTORE: Vladimir Majakovskij
TITOLO OPERA: Poesie
EDITORE: BUR
ANNO EDIZIONE: 2014
CATEGORIA: Bocca
"Scrolli la testa capelluta? Aggrondi le ciglia canute? Tu pensi che quello con le ali che ti sta dietro sappia cosa sia l'amore?"
AUTORE: Vladimir Majakovskij
TITOLO OPERA: Poesie
EDITORE: BUR
ANNO EDIZIONE: 2014
CATEGORIA: Testa
"Mentre lascio che coli, inutile, una lacrima dalla guancia irsuta delle piazze, io, forse, sono l'ultimo poeta."
AUTORE: Vladimir Majakovskij
TITOLO OPERA: Poesie
EDITORE: BUR
ANNO EDIZIONE: 2014
CATEGORIA: Guance
"C’è un giardino chiaro, fra mura basse, di erba secca e di luce, che cuoce adagio la sua terra. È una luce che sa di mare. Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli e ne scuoti il ricordo."
AUTORE: Cesare Pavese
TITOLO OPERA: Lavorare Stanca
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1968
CATEGORIA: Capelli
"Le parole che ascolti ti toccano appena. Hai nel viso calmo un pensiero chiaro che ti finge alle spalle la luce del mare. Hai nel viso un silenzio che preme il cuore con un tonfo, e ne stilla una pena antica come il succo dei frutti caduti allora."
AUTORE: Cesare Pavese
TITOLO OPERA: Lavorare Stanca
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1968
CATEGORIA: Viso
"Tu muovi il capo come intorno accadesse un prodigio d’aria e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale nei tuoi occhi e nel caldo ricordo."
AUTORE: Cesare Pavese
TITOLO OPERA: Lavorare Stanca
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1968
CATEGORIA: Occhi
"Tu muovi il capo come intorno accadesse un prodigio d’aria e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale nei tuoi occhi e nel caldo ricordo."
AUTORE: Cesare Pavese
TITOLO OPERA: Lavorare Stanca
EDITORE: Einaudi
ANNO EDIZIONE: 1968
CATEGORIA: Testa
"Sus s'era accucciato nel sole e aveva osservato erba e fiori, ma senza mettersi a brucare. Dai suoi occhi traspariva una certa immobilità, la tranquillità della creatura che ha compiuto i suoi anni ed è pronta a concludere la propria vicenda terrena. ."
AUTORE: Isaac B. Singer
TITOLO OPERA: Naftali il narratore e il suo cavallo Sus
EDITORE: Salani
ANNO EDIZIONE: 2010
CATEGORIA: Occhi