La proposta di Fior di Pelle: un punto di vista medico
Luigi Naldi
Direttore Centro Studi GISED, Bergamo
La proposta di "Fior di Pelle" è quella di produrre un piccolo repertorio di citazioni letterarie ove la pelle ed i suoi annessi giochino un ruolo. Vengono considerati tanto i riferimenti alla pelle come organo anatomico che gli usi metaforici del termine pelle. L'idea di base è che esista una anatomia per così dire "oggettiva" ed una sorta di anatomia "simbolica" o "dell'anima" ove gli organi (la pelle, il cuore, il fegato, ecc) si caricano di un vissuto emozionale, di significati traslati, di un valore antropologico e sociale, di una valenza mitica. Nel vissuto esperienziale l'oggettività ed il significato metaforico e simbolico attribuito all'organo si mescolano e si confondono.
Quanto sopra esposto ha ripercussioni pratiche rilevanti nel campo della medicina. La conoscenza del livello organico non è sufficiente. I significati metaforici e traslati svolgono un ruolo importante per una comprensione profonda dei problemi medici e della sofferenza ad essi connessi. Per quanto riguarda la pelle, così visibile ed esposta, direi che la comprensione dei significati profondi è decisivo. Non ci si può affidare ad un riduzionismo scientista. Al fine di comprendere più "a fondo" i problemi e di migliorare la comunicazione, è necessario sviluppare competenze sul versante letterario e simbolico e su quello relazionale e del linguaggio. E' questo, in ultima analisi, l'obiettivo "sanitario" del progetto "Fior di pelle".
Si possono prevedere svariati sviluppi. Ad esempio, si possono impiegare i materiali del sito, per la formazione del personale sanitario, anche all'interno di programmi di ricerca che abbiano come obiettivo quello di valutare quanto un affinamento delle conoscenze nell'ambito delle cosiddette "Medical Humanities" cui "Fior di Pelle" fa in parte riferimento, possa migliorare la comunicazione e la soddisfazione dei medici e dei pazienti. Ancora, sul versante più propriamente editoriale, si può immaginare di estendere l'attenzione ad altri organi in una sorta di "Lezione di anatomia" ideale, ove le valenze simboliche e metaforiche dei singoli organi siano considerate in modo analogo a quanto proposto per la pelle. Infine, si può considerare la produzione di testi da parte dei pazienti stessi, con esperienze di "writing therapy".
Alcuni riferimenti bibliografici
La cura del dolore. A cura di Luigi Naldi e Claude France Carrel, ed. La Bautta 2002
Culliford L. Spirituality and clinical care. BMJ 2002;325:1434-5.
Buckman R. Communications and emotions. BMJ 2002;325:672-3.
Hurwitz B, Vass A. What's a good doctor and how can you make one? BMJ 2002;325:667-8.
Smyth JM, Stone AA, Hurewitz A, Kaell A. Effects of writing about stressful experiences on symptom reduction in patients with asthma or rheumatoid arthritis: a randomized trial. JAMA. 1999;281:1304-9.
La natura di vetro: da Leopold Blaschka a Steffen Dam
Fossils (Steffen Dam)
Dal 2 Luglio al 1 Agosto 2010 sarà possibile visitare a Seattle, Washington, la mostra Nature Transfigured: Steffen Dam. L’artista di origine danese utilizzando il vetro ed ispirandosi ad organismi viventi del mondo animale e vegetale riesce a creare delicati oggetti imprigionati in cilindri di vetro. Sono meduse dai tentacoli sottili che sembrano muoversi nell’acqua circondate da bolle di aria. Oppure pannelli trasparenti che racchiudono sezioni di campioni animali e vegetali. Un gioco che nasce dalla straordinaria capacità dell’artista di utilizzare la propria esperienza nella lavorazione del vetro per rendere quasi reale la materia inanimata (vedi qui).

Actiniae (German Ernst Haeckel)
Nel corso dei secoli gli artisti e gli artigiani hanno spesso messo a disposizione del mondo scientifico la loro capacità di rappresentare in maniera precisa e durevole il mondo naturale. Passando dalle coloratissime illustrazioni di German Ernst Haeckel (1834-1919), contemporaneo di Charles Darwin, che nel 1899 pubblicava il libro ArtForms of Nature, una raccolta di realistiche raffigurazioni di organismi viventi, fino alle opere di Leopold e Rudolf Blaschka che utilizzando ancora il vetro crearono vere e proprie collezioni scientifiche ancora oggi ospitate in alcune università americane (vedi qui ).

Modelli di meduse (Leopold e Rudolf Blaschka)
L’arte e la scienza si incontrano nelle opere di questi artisti che nel corso del tempo hanno non solo riprodotto fedelmente gli organismi viventi ma hanno rappresentato la meraviglia che origina dall’osservazione della incredibile varietà del mondo naturale.